mercoledì 13 giugno 2012

Rassegna bibliografica sulla famiglia e sul servizio sociale

Studiare la famiglia che cambia a cura di: Elisabetta Ruspini, Carocci 2012 
COLLANA: Studi Superiori (762) ISBN: 9788843062805 Pagine 320 Prezzo€ 27,00 
 Sociologia dell'educazione e delle relazioni familiari
Indice Prefazione di Antonio M. Chiesi Introduzione. Familia, familiae di Elisabetta Ruspini 
Parte prima Leggere il mutamento 1. I giovani e la famiglia di Alessandro Rosina 2. Formare una coppia di Alessandro Rosina e Elisabetta Ruspini 3. Diventare genitori: un viaggio tra i modelli di maternità e paternità di Maria Letizia Tanturri
4. Stabilità e instabilità coniugale: la rottura del matrimonio via separazioni legali e divorzi di Laura Arosio
5. Anziani in mutamento tra solidarietà ed emancipazione di Stefania Operto
6. Le città come laboratorio dei mutamenti familiari: il caso di Milano di Carla Facchini
Parte seconda - Studiare le famiglie. Questioni di metodo
7. Dilemmi e specificità nello studio delle famiglie e dei mutamenti familiari di Laura Arosio
8. Studiare le famiglie con dati già esistenti: fonti statistiche e contenuti informativi di Stefania Operto
9. Le indagini longitudinali sulle famiglie di Brunella Fiore
10. Interrogare le famiglie e i loro componenti: dai questionari alle interviste in profondità di Brunella Fiore
11. Osservare le famiglie e le dinamiche familiari: potenzialità, specificità, limiti della tecnica osservativa di Brunella Fiore
12. Analisi documentaria e famiglie. Dai documenti istituzionali a Internet di Laura Arosio


Le libere unioni in Italia, 
Matrimonio e nuove forme familiari

Carocci, 2012
ntroduzione
Parte prima
Le teorie sulle libere unioni e l’evoluzione del fenomeno
1. Le teorie sulle trasformazioni familiari
Dalla prima alla seconda transizione demografica/L’approccio al corso di vita/Le teorie sociologiche sulle trasformazioni familiari
2. Le teorie sulle convivenze
Vecchie e nuove forme di convivenza/Declino del matrimonio e diffusione delle convivenze/I motivi per convivere/La maggiore instabilità delle coppie conviventi/Caratteristiche dei conviventi/Le ricerche sulle convivenze in Italia
3. Le libere unioni in Europa e in Italia
Convivere in Europa/Le nascite fuori dal vincolo matrimoniale/Transizione all’età adulta e affermazione delle convivenze/I segnali di cambiamento: l’atteggiamento verso le libere unioni/L’andamento delle convivenze prematrimoniali dagli anni Novanta ad oggi/L’indagine multiscopo istat Famiglia e soggetti sociali/Convivenze prematrimoniali e postmatrimoniali
Parte seconda
La ricerca empirica sui conviventi
4. La scelta di convivere
Le caratteristiche degli intervistati/Obiettivi e metodo della ricerca/Andare a convivere
5. Sposarsi o continuare a convivere?
Il matrimonio: un’istituzione superata?/Continuare a convivere o sposarsi?/Le buone ragioni per non sposarsi/Le buone ragioni per sposarsi/Il rituale del matrimonio/Matrimonio e convivenza tra obblighi morali e giuridici e visione romantica/Le reazioni della famiglia d’origine/La divisione dei compiti familiari e domestici/La gestione del denaro
6. Una tipologia dei conviventi
Conclusioni
Appendice. Lista delle persone intervistate
Bibliografia


La famiglia in Italia
Sfide sociali e innovazioni nei servizivol. I: Aspetti demografici, sociali e legislativivol. II: Nuove best practices nei servizi alle famiglie
a cura di: Pierpaolo Donati
EDIZIONE: 2012
COLLANA: Collana dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia - Presidenza del Consiglio dei Ministri
ISBN: 9788843063062
VOLUME PRIMO
Aspetti demografici, sociali e legislativi
Presentazione di Andrea Riccardi
Introduzione di Pierpaolo Donati
1. Quali politiche familiari in Italia? Il piano nazionale e la proposta del family mainstreaming di Pierpaolo Donati
2. La legislazione sociale per la famiglia in Italia di Francesco Tomasone
3. I fenomeni demografici nel corso di vita familiare di Giulia RivelliniValeria Bordone Livia Elisa Ortensi
4. Le previsioni demografiche delle famiglie di Gian Carlo BlangiardoElisa Barbiano di Belgiojoso Paolo
Bonomi
5. Le famiglie immigrate di Giovanni Giulio Valtolina
6. Stime di povertà nelle famiglie italiane di Luca Pesenti Gisella Accolla
7. Federalismo e welfare familiare di Luca Antonini
Bozza di Piano nazionale per la famiglia
VOLUME SECONDO


Nuove best practices nei servizi alle famiglie
1. Come rendere riflessiva la relazione tra famiglia e lavoro. Welfare aziendale, distretti familiari e audit famiglia-lavorodi Riccardo Prandini
2. Conciliazione famiglia e lavoro. Buone pratiche di welfare aziendale in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Marche di Sara Mazzucchelli
3. Welfare aziendale: buone pratiche di conciliazione famiglia-lavoro in Emilia-Romagna e Veneto di Elena Macchioni
4. Governance, innovazione e crisi nelle città medie: una lettura sulla dimensione locale delle politiche familiari a partire dal caso pesarese di Eduardo Barberis
5. Tra workfare e capacitazione: le semantiche della conciliazione famiglia-lavoro promosse tramite dispositivi e buoni di servizio di Luca Martignani
6. L’utilizzo dei congedi genitoriali in Italia di Annalisa De Pasquale
7. Famiglie fragili di Elisabetta Carrà
8. Famiglie e cura degli anziani non autosufficienti: alla ricerca di buone pratiche in tre aree territoriali di Donatella Bramanti
9. Servizi e interventi sociali per e con le famiglie lungo il ciclo di vita di Giovanna Rossi


Politiche sociali nella crisi Il caso Puglia a cura di: Guido Memo, Alessandro Lattarulo 
Carocci 2012 COLLANA: Studi Economici e Sociali Carocci (72) ISBN: 9788843063932 Pagine 328 Prezzo€ 32,00  - Sociologia politica e politiche sociali
 Indice Prefazione. Il welfare in pericolo di Ugo Ascoli 1. Crisi e welfare 2. Welfare e giovani 3. Welfare e Sud 4. Eil welfare locale? 5. Il caso Puglia
Parte prima Ricerca 
1. Introduzione. Qualcosa di nuovo dal Mezzogiorno diAlessandro LattaruloGuido Memo
Premessa/Peculiarità politiche e culturali della Puglia/Da Sud, sussidiariamente/ “Caso” Puglia?/Piani sociali di zona: spunti e questioni aperte/Le crisi economica e dell’Unione Europea/Politiche sociali nella crisi e chiosa finale sulla Puglia
2. La concertazione nei Piani sociali di zona 2010-12. Indagine su 11 Ambiti territoriali pugliesi di Cristina Di Modugno,Alessandro LattaruloMarina Pietroforte
Introduzione/Terzo Settore e politiche di welfare/Il processo di concertazione/ I risultati della concertazione/Considerazioni conclusive
Parte seconda
Riflessioni di contesto
14. Welfare e Terzo Settore. Il futuro del volontariato di Giorgio Marcello
Introduzione/ La sussidiarizzazione delle politiche sociali. Il contributo del TS/ La metamorfosi del volontariato moderno/Le caratteristiche dell’associazionismo volontario meridionale alla luce di alcune recenti ricerche empiriche/Conclusioni. È possibile ipotizzare un recupero della dimensione politica e della prassi del radicamento sociale?
15. Concertazione, programmazione e valutazione nelle politiche sociali della Regione Puglia di Piero D’Argento
Introduzione/La legislazione regionale e la sua attuazione/La programmazione regionale/Il monitoraggio e la valutazione/Conclusioni
16. Le politiche a sostegno della creatività della Regione Puglia di Mariadele Di Fabbio
Introduzione/Le politiche giovanili: attivazione e partecipazione come motore dello sviluppo socio-economico/Conclusioni
17. Volontariato in Puglia: cresce il “ruolo politico” di Luigi Russo
La realtà del volontariato in Italia/La ricerca csv Puglia Net-Regione Puglia/Il trend del volontariato pugliese/Volontariato e Terzo Settore: le sfide per costruire il futuro
18. Quale ruolo per il Terzo Settore? di Daniele Ferrocino
Bibliografia


Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali - Nuova edizione interamente riveduta Strutture, trasformazioni, legislazione EDIZIONE: 2001 RISTAMPA: 7^, 2011 CAROCCI EDITORE

Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia La qualità nei servizi socio-sanitari Processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA EDIZIONE: 2002 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale ISBN: 9788874660056 Pagine 200 Prezzo€ 20,30

Famiglie e servizi sociali Nuove strade per l'intervento a cura di: Beatrice Rovai EDIZIONE: 2005 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale ISBN: 9788874662265 Pagine 168 Prezzo€ 17,00 
Introduzione, di Beatrice Rovai. Parte prima. La dimensione sociologica e psicologica della famiglia 1 Famiglia e realtà sociale: evoluzione e prospettive, di Beatrice Rovai 1.1. Che cosa si intende per famiglia 1.2. Le funzioni della famiglia 1.3. Famiglia e capitale sociale In sintesi/ Quesiti al lettore 2 La famiglia nella società contemporanea, di Beatrice Rovai 2.1. La trasformazione della famiglia nella storia 2.2. La famiglia oggi 2.2.1. Le trasformazioni sociodemografiche 2.2.2. Il cambiamento del ruolo della donna nella società 2.2.4. Le diverse forme della famiglia 2.2.3. Mutamento dell’ampiezza media delle famiglie 2.3. Nuove famiglie e nuove modalità relazionali 2.4. Conclusioni / In sintesi/ Quesiti al lettore/ 3 Aspetti e funzioni psicologiche della famiglia, di Beatrice Rovai 3.1. Il sistema famiglia e il suo ciclo vitale 3.2. La funzione psicologica della famiglia: l’influenza del sistema familiare sull´individuo 3.3. Conclusioni/ In sintesi / Quesiti al lettore / Parte seconda. La famiglia come soggetto verso un welfare solidale 4 La famiglia come soggetto giuridico nei servizi sociali, di Annalisa Gualdani 4.1. La famiglia e il diritto 4.2. Valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari nella legge 328/2000 4.3. La famiglia con anziani non autosufficienti / In sintesi / Quesiti al lettore 5 Le politiche per la famiglia, di Maria Dal Pra Ponticelli 5.1. Tipologie di politica familiare 5.2. Evoluzione delle politiche familiari in Italia 5.3. Orientamenti della politica familiare 5.4. Conclusioni / In sintesi/ Quesiti al lettore 6 Le azioni socioassistenziali rivolte alla famiglia, di Cristina Rossetti 6.1. Breve storia 6.2. La situazione attuale 6.3. Le azioni possibili 6.4. Alcuni interventi 6.5 Alcune riflessioni / In sintesi/ Quesiti al lettore 7 Il sistema dei servizi di welfare per la famiglia in Italia oggi, di Cristina Rossetti 7.1. Tipologia di famiglie 7.2 Modelli operativi 7.3. La mappa degli interventi e dei servizi / In sintesi / Quesiti al lettore 8 Cura della famiglia e operatori di cura nel welfare postmoderno, di Anna Maria Zilianti 8.1. Gli operatori di cura: questi sconosciuti 8.2. Operatori dell´aiuto e normalità 8.3 Empowerment familiare come strategia di welfare 8.4. La famiglia che si prende cura 8.5. Servizio sociale e famiglie: un’alleanza cooperativa / In sintesi / Quesiti al lettore.


lunedì 11 giugno 2012

Il segreto del parto a seguito del mancato riconoscimento da parte della madre


Un tema che ritengo scottante è quello relativo al segreto del parto a favore delle madri che non intendano riconoscere i loro figli.

Oggi alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, in sede referente sono in esame le norme riguardanti interventi in favore delle gestanti e delle madri volti a garantire il segreto del parto alle donne che non intendono riconoscere i loro nati (seguito esame C. 3303 Lucà e C. 1266 Consiglio regionale Piemonte – rel Palumbo).

L'iniziativa di legge è stata promossa da: http://www.camera.it/126?pdl=3303 il cui testo si può leggere in pdf a partire dalla schermata principale: http://www.camera.it/126?tab=1&leg=16&idDocumento=3303&sede=&tipo=
Sono interessanti le analisi del servizio studi della Camera inerenti l'assistenza alla nascita e alla tutela della salute del neonato oltre agli interventi a favore delle gestanti e delle madri per garantire il segreto di cui sopra.

Ci interessa in questa sede, in particolare la proposta di legge  A.C 1513 e l'articolo 16 che rimette alle regioni e alle province autonome la garanzia degli interventi socio-assistenziali nei confronti delle gestanti che necessitano di specifici sostegni in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati e al segreto del parto.
Presentano un contenuto simile le proposte di legge A.C 3303 e A.C. 1266 che stabiliscono norme ed interventi in favore delle gestanti e delle madri per garantire il segreto del parto alle donne che non intendono riconoscere i loro nati. Esse rimettono alle regioni e alle province autonome il compito di garantire gli interventi socio-assistenziali - nonché quelli per la continuità assistenziale e per il reinserimento sociale - alle gestanti presenti sul proprio territorio. Tali interventi vengono qualificati come livelli essenziali di assistenza ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lett. m).
La vigente normativa consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’Ospedale dove è nato (DPR 396/2000, art. 30) affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica. Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”. L’effettività del segreto così disciplinato è garantito da altre norme. In particolare, l’articolo 93 del Codice per la protezione dei dati personali (D.lgs196/2003 prevede, nel caso in cui sia stata fatta la dichiarazione di non menzione, per il rilascio del certificato di assistenza al parto o della cartella clinica, particolari cautele volte a impedire che la madre possa essere identificata. Lo stesso articolo 93 protegge temporalmente il diritto della madre al segreto sulle proprie generalità fino a cento anni dalla formazione del certificato di assistenza al parto.
L’immediata segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni della situazione di abbandono del neonato non riconosciuto, permette l’apertura di un procedimento di adottabilità e la sollecita individuazione di un’idonea coppia adottante. Il neonato vede così garantito il diritto a crescere ed essere educato in famiglia e assume lo status di figlio legittimo dei genitori che lo hanno adottato.
Nella segnalazione e in ogni successiva comunicazione all’autorità giudiziaria devono essere omessi elementi identificativi della madre.La madre che ha particolari e gravi motivi che le impediscono di formalizzare il riconoscimento, può chiedere al Tribunale per i Minorenni presso il quale è aperta la procedura per la dichiarazione di adottabilità del neonato, un periodo di tempo per provvedere al riconoscimento.
In questi casi la sospensione della procedura di adottabilità può essere concessa per un periodo massimo di due mesi, nel quali la madre deve mantenere con continuità il rapporto con il bambino.
Il riconoscimento può essere fatto dal genitore che abbia compiuto 16 anni. Nel caso di madre non ancora sedicenne, impossibilitata quindi al riconoscimento, ma che voglia occuparsi del figlio, la procedura di adottabilità è sospesa anche d’ufficio sino al compimento del 16° anno, purché il minore, adeguatamente accudito, abbia un rapporto continuativocon la madre (artt. 8 e ss. della legge n. 184/1983).

Obbiettivo di entrambi i progetti di legge è quello di assicurare un’idonea assistenza alla donna in difficoltà, offrendo alla gestante la possibilità di riflettere, verificare e decidere con serenità e autonomia e con le opportune informazioni circa gli aiuti che possono esserle offerti in merito al riconoscimento o meno del nuovo nato.
nfatti la donna ha diritto a non essere lasciata sola né prima, né durante né dopo il parto e spesso l’intervento assistenziale di supporto è necessario oltre che per le gestanti anche per le madri coniugate con situazioni personali e familiari difficili.
La proposta di legge A.C. 3303 si compone di un unico articolo.
Essa rimette alle regioni e province autonome, in attuazione delle disposizioni di cui al comma 5 dell’articolo 8 della legge 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) il compito di assicurare l’informazione, la consulenza e le prestazioni socio-assistenziali diurne e residenziali occorrenti alle gestanti e alle madri che necessitano di un sostegno specifico in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati e alla garanzia della segretezza del parto.

Il comma 5 del citato articolo 8, rimette alla legge regionale la disciplina del trasferimento ai comuni o agli enti locali delle funzioni in materia di assistenza degli illegittimi, abbandonati o esposti all'abbandono ( di cui al regio decreto-legge 8 maggio 1927, n. 798, convertito dalla legge 6 dicembre 1928, n. 2838), e in materia sanitaria e socio-assistenziale (di cui al decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 marzo 1993, n. 67). Con la medesima legge le regioni disciplinano il trasferimento ai comuni e agli enti locali delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali per assicurare la copertura degli oneri derivanti dall'esercizio delle funzioni sociali trasferite utilizzate alla data di entrata in vigore della presente legge per l'esercizio delle funzioni stesse.

La promozione dei citati interventi, qualificati come livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione, è affidata agli enti locali titolari delle funzioni socio-assistenziali di cui alla legge 328/2000, secondo le modalità stabilite dalle leggi delle regioni e delle province autonome; essi riguardano anche la garanzia alle partorienti e ai loro nati della continuità socio-assistenziale e del sostegno del loro reinserimento sociale. Se effettuati in favore dei neonati non riconosciuti sono garantiti fino all’adozione definitiva.
Gli interventi sono erogati, senza formalità, su semplice richiesta delle donne interessate indipendentemente dalla loro nazionalità e residenza anagrafica.
Analogo contenuto presenta la proposta di legge A.C. 1266di iniziativa del Consiglio regionale del Piemonte.
Come evidenziato nella relazione illustrativa alla proposta di legge, la regione Piemonte ha già disciplinato la materia con propri provvedimenti legislativi e amministrativi; appare tuttavia necessario garantire queste prestazioni su tutto il territorio nazionale.
Anche la proposta di legge in esame - composta da un unico articolo - rimette alle regioni e alle province autonome di garantire gli interventi socio-assistenziali - nonché quelli per la continuità assistenziale e per il reinserimento sociale -alle gestanti presenti sul proprio territorio che necessitano di specifici sostegni in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati ed al segreto del parto; tali interventi vengono qualificati come livelli essenziali di assistenza. L’individuazione degli enti locali titolari degli interventi e delle modalità di esercizio degli stessi è poi rimessa alle leggi regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
Le proposte di legge intervengono a stabilire alcuni principi in tema di interventi in favore delle gestanti e delle madri che necessitano di un sostegno specifico in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati e alla garanzia della segretezza del parto, qualificandoli come livello essenziale delle prestazioni.
La materia trattata rientra, pertanto, nella potestà legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione.

In dottrina:
Prospettive assistenziali, n. 141, gennaio-marzo 2003
IL DIRITTO ALLA SEGRETEZZA DEL PARTO: ASPETTI SOCIALI E SANITARI
MARISA PERSIANI 


Links:










 

Rassegna su odontoiatri ed odontotecnici

Giovedì 24 maggio 2012 nell’ambito del congresso Amici di Brugg CNA SNO ha affrontato il tema dell’aggregazione d’impresa. Lo ha fatto descrivendo le opportunità offerte dalla normativa e presentando esperienze nel settore odontotecnico.

Ciò significa che le imprese vi trovano uno strumento per affrontare innovazione, internazionalizzazione e accesso al credito, temi da sempre complessi per le micro e piccole imprese.
 una classificazione suggestiva delle tipologie di reti esistenti: reti del sapere: per condividere know how ed informazioni; reti del fare: per creare collaborazioni stabili tramite integrazioni di filiera o orizzontali; reti del fare assieme: per ripartire oneri di investimenti, aumentare il potere contrattuale, tutelare prodotti e servizi e fare assieme quello che non si riesce a fare da soli.
Di seguito il quadro degli sviluppi.
Esperienza del Q.E.T. consorzio di imprese odontotecniche nato otto anni fa col fine di portare nelle aziende la qualità intesa a 360 gradi (prodotto, gestione, organizzazione).
Il contratto di rete che ha dato vita a Dental Hi Tech Net che oggi ha stipulato accordi con fornitori, impostato dialoghi con grossi gruppi e da borse di studio a universitari.
Il progetto in ATI che coinvolge laboratori odontotecnici, studi medici e industrie dentali, una rete, in senso verticale, di filiera con il fine di intercettare le fasce di popolazione più benestanti del pianeta per attrarle in centri dentali italiani realizzati in Italia o all’estero. 
Nello scritto viene introdotto il contratto di Rete (introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 3 comma 4-ter della legge del 9 aprile 2009 n.33, oggi integralmente sostituito dall’art. 42 della Legge 122 del 30 luglio 2010 (Manovra finanziaria correttiva 2010) costituisce una nuova possibile modalità di aggregazione che si aggiunge alle tipologie già esistenti per costituire “reti di imprese”. 

Iscrizioni albo non in regola

Sassari, lì 06.05.2012
L’Associazione Italiana Odontoiatri, da sempre vigile sulla corretta applicazione delle  norme in merito alla legittimità dell’esercizio professionale
esprime il proprio disappunto e preoccupazione
alla luce delle notizie relative all’avvenuta iscrizione all’Albo Odontoiatri – da parte di alcuni Ordini professionali – di laureati in Medicina e Chirurgia non legittimati  all’esercizio della professione di Odontoiatra.  A questo proposito nel chiedere una rapida revisione degli albi professionali – onde garantire l’assoluto rispetto della normativa vigente – e nel respingere sin da ora ipotesi di inaccettabili sanatorie, AIO  si è attivata nelle competenti sedi per verificare le dimensioni del fenomeno e ottenere  il ripristino della legalità.

http://www.aio.it/  Associazione italiana odontoiatri


http://www.aooi.it/ AOOI
Associazione Otorinolaringoiatri Ospedalieri Italiani



Incarico di medico competente  
http://www.ordinemedicisalerno.it/dettaglio_news.asp?id_news=693&direction=


Nuovo apprendistato. Cosa cambierà  
di Linda Gilli, presidente ed A.D. di Inaz
www.ildentale.it


Odontotecnici: crisi strutturale
Odontotecnici: crisi strutturale prima che economica. Inseguendo il profilo si trovano ancora, da artigiani, a fare i conti con Ia crisi, la probabile estinzione del ...
www.key-stone.it/press_adv_pdf/IDJ_2012_6_Mac.pdf

Il dentista moderno