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martedì 13 marzo 2012

Pronto Soccorso e continuità assistenziale


Parma: Pronto soccorso e continuità assistenziale


Integrazione tra ospedale e territorio. Con questa logica il sistema dell’emergenza-urgenza del Maggiore si potenzia: inaugurati l’area di Osservazione breve intensiva, che completa l’offerta assistenziale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, e i nuovi spazi dell’Ambulatorio per i codici di minore gravità dell’Azienda Usl. Il progetto è stato presentato dalla Regione al Ministero della Salute che ha disposto un finanziamento di tre milioni di euro.
- Il sistema dell’emergenza-urgenza provinciale si potenzia con un’area di Osservazione breve intensiva che completa l’offerta assistenziale del Pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e con nuovi spazi dedicati all’Ambulatorio per i codici di minore gravità dell’Azienda Usl, direttamente integrati nell’area ospedaliera.
Una struttura all’avanguardia per l’Osservazione breve intensiva, dedicata alle urgenze sanitarie in accesso dal Pronto soccorso, con necessità di inquadramento diagnostico a breve termine tale da permettere un appropriato percorso diagnostico-terapeutico al domicilio, o per terapie brevi. La logica della integrazione tra ospedale e territorio, garantita dalla collocazione nell’area ospedaliera, è la leva che innova l’organizzazione dell’Ambulatorio per i codici di minore gravità, con ambienti rinnovati, una migliore organizzazione dei flussi e degli spazi, unita a ambulatori specialistici interni che lo qualificano; una garanzia di maggiore sicurezza d’intervento, un’affidabile alternativa al Pronto soccorso.
L’intervento, basato sull’integrazione organizzativa tra le due Aziende a miglioramento della gestione delle urgenze della rete provinciale, è delineato nel progetto “Continuità assistenziale sulle 24 ore”, approvato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria e presentato dalla Regione Emilia-Romagna al Ministero della Salute, che ha disposto un finanziamento di tre milioni di euro. Da questo punto di vista, Parma si propone come laboratorio progettuale finalizzato a realizzare interventi appropriati ed efficaci, con una modalità innovativa a livello nazionale.
Con l’Osservazione breve intensiva completiamo i servizi di emergenza-urgenza dell’Ospedale di Parma con oltre 100 posti letto complessivi”, queste le parole del direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Leonida Grisendi, alla presentazione della nuova struttura.
Con i suoi 14 posti letto, l’Osservazione breve del Pronto soccorso fornirà dal prossimo 8 marzo una risposta, in condizioni di sicurezza, per quei casi in cui non si è in condizione di decidere immediatamente. Un potenziamento in uno nodo cruciale della rete dell’emergenza. “Infatti, mentre il ricorso al Pronto soccorso nella provincia di Parma è il più basso se raffrontato con le altre province della regione - ha precisato il direttore generale -  il Pronto soccorso di Parma affronta circa il 70% degli accessi, a fronte del 35% dell’ospedale di Modena e del 48%  di Reggio Emilia”.
"Questo perché, nella nostra città - ha spiegato il direttore generale dell’Ausl Massimo Fabi-  ci sono tanti riferimenti per la continuità assistenziale, primo tra tutti il medico di famiglia, che garantiscono la presa in carico delle paziente".
Osservazione breve intensiva per il Pronto soccorso: l’organizzazione
Superficie di 1.200 metri all’interno del Pronto soccorso, nuova tecnologia al servizio di sicurezza e comfort assistenziale uniti a flessibilità di utilizzo: questi gli aspetti dell’Osservazione breve intensiva del Pronto soccorso del Maggiore, per un costo complessivo di 1 milione e 100 mila euro circa, finanziato con risorse statali e regionali per il 63%.
L’Osservazione breve intensiva si svolge in continuità con il percorso clinico in Pronto soccorso; risponde a esigenze assistenziali complesse per la valutazione dello stato clinico del paziente - entro le 24  ore - al fine di definire il successivo percorso diagnostico-terapeutico o per la somministrazione di terapie a breve termine, con elevata probabilità di dimissione, come la fibrillazione atriale o l’asma. La centralità del paziente rispetto al servizio caratterizza l’organizzazione. Il cittadino non si sposta: il percorso assistenziale viene completato nella postazione che lo ospita. Il punto di lavoro in ambiente aperto ospita i professionisti, a contatto visivo diretto con i pazienti, con garanzia di sicurezza e efficacia.
Attorno alla zona di controllo centrale, sono disposte a raggiera 14 postazioni per il trattamento dei pazienti, tra cui 12 postazioni aperte – separate da arredi – e 2 postazioni chiuse. Ai familiari è dedicata una zona di attesa, oltre a  uno spazio apposito per i colloqui. Gli elementi architettonici e di arredo presentano caratteristiche di continuità con quelli del Pronto soccorso: la scelta dei materiali, i colori bianco e giallo e il sistema di illuminazione tendono a una crescente dimensione di umanizzazione.
Quattro medici, undici infermieri, tre operatori socio-sanitari e un coordinatore per un totale di 19 professionisti saranno dedicati alla struttura semplice, sotto la responsabilità medica di Francesco Mineo all’interno della struttura complessa di Pronto soccorso diretta da Gianfranco Cervellin.
L’innovazione tecnologica
Il profilo tecnologico è uno degli aspetti che contraddistingue l’Osservazione breve intensiva del Pronto soccorso. Caratteristica principale è la vicinanza della tecnologia al paziente. 6 delle 14 postazioni di assistenza sono  dotate di pensile attrezzato con monitor e strumentazione sanitaria di emergenza per il controllo dei parametri vitali (ECG, respiro, SpO2, pressione non invasiva). I segnali sono visualizzati su display del posto letto e trasmessi alla centrale di monitoraggio alla postazione di lavoro per la costante supervisione dei professionisti. Altre 8 postazioni sono dotate di telemetrie per la visualizzazione del battito cardiaco e centralina di controllo nella zona centrale di lavoro. Medici e operatori avranno a disposizione computerintegrati con il sistema gestionale del Pronto soccorso.
L’accesso dal Pronto soccorso
L’ammissione in Obi avviene su disposizione del medico di Pronto soccorso, e si conclude o con la dimissione o con il ricovero verso altre strutture ospedaliere. Le indicazioni regionali prevedono che possa essere destinata alla struttura di osservazione una percentuale di pazienti che accedono al Pronto soccorso pari al 3-8% del totale. I tempi di permanenza previsti sono di norma tra le 6 e le 24 ore. Tra gli obiettivi, il miglioramento dell’appropriatezza nella diagnosi iniziale in situazioni di urgenza, con conseguente incremento delle dimissioni in condizioni di sicurezza, il contenimento dei ricoveri non appropriati, con congrui tempi di decisione, e velocità della fase di inquadramento diagnostico.
Ambulatorio per la gestione dei codici di minore gravità – “Punto bianco”
Nuovi locali attigui al Pronto soccorso anche per il “Punto bianco”,  l’Ambulatorio per le gestione dei codici di minore gravità (bianchi), attivato nel 2003 in via Abbeveratoia nell’ambito dell’intervento approvato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria e denominato “Prospetto per il miglioramento del Pronto soccorso e per l’appropriatezza del suo utilizzo”. Il progetto prevedeva, oltre all’attivazione del “Punto bianco” di via Abbeveratoia, anche l’attivazione di una rete di ambulatori territoriali di primo intervento collocati nei servizi di Pronto soccorso degli ospedali di Vaio e Borgotaro e nelle postazioni del Soccorso territoriale 118 coincidenti con i punti di automedica (all’Assistenza pubblica di Colorno per il Distretto di Parma, alle Assistenze pubbliche di Traversetolo e Langhirano per il Distretto Sud-Est, Assistenza pubblica di Fornovo per il Distretto Valli Taro e Ceno, CRI di S.Secondo per il Distretto di Fidenza).
Dal 14 marzo, il servizio di “Punto bianco” dell’Azienda USL, gestito da medici del territorio, sarà operativo nella nuova sede, integrandosi con i servizi del Pronto soccorso. Con accesso diretto, il “Punto bianco” è aperto 365 giorni all’anno, dalle 8 alle 20. Non si tratta, dunque, solo di un’integrazione logistica, ma di un significativo miglioramento nella continuità assistenziale nelle cure primarie, in coerenza con la programmazione e le indicazioni regionali. Il “Punto bianco” permette infatti di rispondere con maggiore appropriatezza alle esigenze di salute dei cittadini, lasciando agli altri ambulatori di Pronto soccorso la gestione dei casi più complessi. Il “Punto bianco” sarà integrato anche con i servizi di assistenza primaria dei Poli socio-sanitari dell’Azienda USL, nell’ambito del progetto di realizzazione delle Case della Salute: una rete di 26 presidi socio-sanitari che si stanno progettando nei quattro Distretti parmensi. Per il funzionamento del “Punto bianco”, l’AUSL mette a disposizione, su due turni giornalieri, 7 medici e 3 infermieri.  La funzione di miglioramento della continuità dell’assistenza e del contenimento degli accessi al Pronto soccorso ha avuto nello sviluppo della Medicina di gruppo e di rete un altro elemento qualificante. Ad oggi su 301 medici di famiglia, l’85,3% lavora in forme associata (associazione, rete, gruppo).
I servizi di “Punto Bianco” prevedono anche un ambulatorio dedicato alle urgenze oculistiche, che rappresentano la casistica maggiore degli accessi a questo servizio (circa il 40%) e un ambulatorio per le consulenze psichiatriche. Questo secondo ambulatorio, attivo dal 28 febbraio, gestirà i casi inviati dal Pronto soccorso, finora presi in carico direttamente dal Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Azienda Usl (1.280 sono stati gli accessi a questo servizio nel 2011)
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