GravidanzaOnLine .:. Forum di Discussione • Leggi argomento - assistenti sociali possono togliere il neonato? - GravidanzaOnLine .:. Forum di Discussione • Indice
forum.gravidanzaonline.it/forum
All'interno del forum ci sono i seguenti interessanti tasti:
Indice ‹ LE NOSTRE STORIE, I NOSTRI INTERESSI ‹ BUROCRAZIA & MODULISTICA
Nel forum quanto alla "maternità e lavoro" è inserita la normativa - purtroppo non aggiornata - in materia di gravidanza.
Servizio sociale, sanitario e dintorni Diritto, economia, gestione e formazione continua del servizio sociale in rapporto con il diritto e l'economia sanitaria. Se il diritto è vasto, cercherò di dare - a spizzichi e bocconi - elementi per un disegno unitario del servizio sociale e del suo disegno organizzativo
sabato 24 marzo 2012
mercoledì 21 marzo 2012
"Formazione continua e risorse umane nel mondo delle professioni: le opportunità di Fondoprofessioni" venerdì 23 marzo 2012 dalle ore 17,30 alle ore 19,15
I N V I T O
ASSOCIAZIONE SINAPSI e la presidenza di Fondoprofessioni hanno il piacere di invitare la S.V. al seminario
"Formazione continua e risorse umane nel mondo delle professioni: le opportunità di Fondoprofessioni"
venerdì 23 marzo 2012 dalle ore 17,30 alle ore 19,15
Sala Alfonso 1° d'Este - Castello Estense, Ferrara
Programma del seminario
Accoglienza e registrazione dei partecipanti
Saluti e presentazione dell'iniziativa
dott. Martina Chiereghin - presidente Sinapsi
Fondo professioni: presentazione di Fondoprofessioni: struttura e funzionamento
dott. Roberto Raineri- responsabile Fondoprofessioni
Adempimenti nuovi obblighi di Legge: Valutazione Stress Lavoro-correlato, Privacy e sicurezza
informatica
dott. Olga Solmi- collaboratore Sinapsi / dott. Fabio Colombari- consigliere Sinapsi
Gestione efficace delle risorse lavorative: gestione informatica dell'ufficio on-line, ottimizzazione
tempi e pratiche
dott. Fabio Colombari- consigliere Sinapsi / dott. Olga Solmi-Collaboratore Sinapsi
Area clienti: ottimizzazione e fidelizzazione del cliente
dott. Sara Ruiba-vicepresidente Sinapsi / dott. Martina Chiereghin-presidente Sinapsi
Conclusioni e domande
Aperitivo a buffet di saluto
La partecipazione è libera ~ È gradita la prenotazione:
Associazione Sinapsi
Via Cortevecchia, 38 (FE) ~ info@associazionesinapsi.it ~ 0532/1914143
Formazione Continua Avvocati - LA RESPONSABILITA' DEL MEDICO E DELLA STRUTTURA SANITARIA - Cremona 23.3.2012
LA RESPONSABILITA' DEL MEDICO E DELLA STRUTTURA SANITARIA - Cremona
Cremona venerdi' 23 marzo 2012 - Traiettorie giurisprudenziali, questioni processuali e mediazione obbligatoria Accreditato dal C.N.F. - 5 crediti formativi.
Euro 80 (per iscrizioni entro 08/03/2012) + IVA
Se la fattura è intestata ad Ente Pubblico, la quota è esente IVA, ai sensi dell'art. 10, D.P.R. n. 633/72 (e successive modificazioni)
Relatore: Domenico Chindemi
Magistrato. Consigliere della Corte di Cassazione. Presidente della Commissione Tributaria della Regione Piemonte. Docente incaricato di Diritto Privato presso l'Università Bocconi di Milano. Autore di numerose pubblicazioni tra cui "Il danno alla persona dopo le Sezioni Unite", 2009 Maggioli Editore.
Cremona venerdi' 23 marzo 2012 - Traiettorie giurisprudenziali, questioni processuali e mediazione obbligatoria Accreditato dal C.N.F. - 5 crediti formativi.
Euro 80 (per iscrizioni entro 08/03/2012) + IVA
Se la fattura è intestata ad Ente Pubblico, la quota è esente IVA, ai sensi dell'art. 10, D.P.R. n. 633/72 (e successive modificazioni)
Relatore: Domenico Chindemi
Magistrato. Consigliere della Corte di Cassazione. Presidente della Commissione Tributaria della Regione Piemonte. Docente incaricato di Diritto Privato presso l'Università Bocconi di Milano. Autore di numerose pubblicazioni tra cui "Il danno alla persona dopo le Sezioni Unite", 2009 Maggioli Editore.
Dalla responsabilità del medico alla responsabilità sanitaria: criteri di imputazione e nesso causale- La responsabilità da contatto.- La colpa lieve, la colpa grave e nesso causale.- Il grado di diligenza del medico ai fini della valutazione di liceità della prestazione sanitaria.- I limiti di applicabilità dell'art. 2236 cod. civ.- La responsabilità nei confronti del nascituro.- La responsabilità nella chirurgia estetica.La responsabilità del medico e della struttura sanitaria- Il contratto di "assistenza ospedaliera": contenuto e limiti- La responsabilità:per fatto del personale medico;per fatto del personale sanitario;contrattuale del chirurgo libero-professionista che opera in clinicaprivata;del medico pubblico dipendente;del "medico di famiglia";per fatto proprio e per insufficiente ed inidonea gestione della struttura;per infezioni nosocomiali, vaccinazioni ed emotrasfusioni;per omessa vigilanza.Il consenso informato tra tutela del paziente e salvaguardia della professionalità medica: contenuto, forma e requisiti di validità alla luce dei nuovi orientamenti della Suprema Corte.- L'obbligo di informazione.- La forma e il contenuto del consenso.- La rilevanza del consenso del paziente.- I requisiti di validità del consenso.- I soggetti legittimati a prestare il consenso.- Criteri risarcitori e prova del dannoProfili processuali- tecnica di formulazione della domanda risarcitoria;- questioni legate alla CTU medico legale in ambito sanitario (criteri di individuazione del CTU,utilità di una consulenza collegiale, possibilità i sottoporre al CTU eventuali quesiti concernenti il pregiudizio morale ed esistenziale)- Costituzione di parte civile- effetti della sentenza di assoluzione e condanna nel giudizio civile risarcitorio - rilevanza del principio di non contestazione nel giudizio civile - obbligo di sottoporre preliminarmente alle parti le questioni rilevabili d'Ufficio non dedotte - onere della prova: principi processuali- Diverso termine di prescrizione nel giudizio civile e penale; applicazione della prescrizione penale al giudizio civile, limiti.La responsabilità sanitaria i il risarcimento dei danni non patrimoniali: i criteri risarcitori e le implicazioni delle teorie della responsabilità adottate- Tipicità del danno non patrimoniale- Fattispecie risarcibili:1) casi previsti dalla legge;2) interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 c.c., limitata ai diritti inviolabili della persona, connotati dalla gravità dell'offesa- Inquadramento della responsabilità medica all'interno dell'una o dell'altra fattispecie tipica: conseguenze- Il diritto alla vita e il diritto alla salute tra autonomia e risarcimento per violazione del consenso.- La liquidazione unitaria e la personalizzazione del danno- I mezzi di prova. Il principio della vicinanza alla prova- Il danno riflesso.- L'ambito di risarcibilità, limitato o meno, alla sfera familiare.- La perdita di chances ricollegata all'esercizio di attività professionalie sua utilizzabilità in caso di colpa professionale.- La responsabilità contabile del medico per colpa sanitaria e per fatto illecito dolosoLa responsabilità sanitaria nelle procedure di conciliazione obbligatoria
martedì 20 marzo 2012
Proposta di legge sull'ordinamento della professione di assistente sociale, in ottemperanza dei principi enunciati dall'art. 3, comma 5 del D.L. 138/2011, convertito. in L. 148/2011
A breve posterò un commento della proposta di legge.
All'Url: http://win.assistentisocialiodc.it/2012/Marzo/06032012/Proposta%20di%20legge%20professione.pdf
All'Url: http://win.assistentisocialiodc.it/2012/Marzo/06032012/Proposta%20di%20legge%20professione.pdf
La proposta di legge n. 271 è interessante perché pone attenzione alla collaborazione tra le diverse strutture in ambito sanitario. Risponde, in pieno, alle esigenze di accompagnamento nelle cure e di integrazione; pone attenzione al sociale e all’individuo
La proposta-dichiara- è positiva per due ragioni. La prima è che con la ripresa della precedente legge n.251, abbiamo un’ evidente valorizzazione delle professioni sanitarie ed una maggiore responsabilizzazione. La seconda è che si pone il cittadino al centro dell’intero sistema sanitario
Newsletter del Centro Studi Sociali Pietro Desiderato 15 Marzo 2012
La Newsletter del Centro Studi Sociali Pietro Desiderato 15 Marzo 2012
NEWS
15/03/2012
La Disabilità nel Settore del CreditoLa FABI organizza in Roma presso la sede del CNEL, il giorno 29 marzo 2012, una giornata di Studio sull'argomento. All'evento, parteciperanno esperti di chiara fama nazionale e saranno presentate le linee programmatiche sulle quali sta operando la Federazione.
La Disabilità nel Settore del CreditoLa FABI organizza in Roma presso la sede del CNEL, il giorno 29 marzo 2012, una giornata di Studio sull'argomento. All'evento, parteciperanno esperti di chiara fama nazionale e saranno presentate le linee programmatiche sulle quali sta operando la Federazione.
14/03/2012
Anticipazione Rapporto Assinform 2012Presentata a Milano l’anticipazione del Rapp orto Assinform 2012.
Per l'Information Technology si chiude un 2011 da dimenticare: -4,1%.
Previsto un timido segnale di inversione di tendenza per il 2012 con un - 2,3%. Continua a crescere il gap italiano nei confronti del resto del mondo dove l’IT cresce a +2,4%.
Anticipazione Rapporto Assinform 2012Presentata a Milano l’anticipazione del Rapp orto Assinform 2012.
Per l'Information Technology si chiude un 2011 da dimenticare: -4,1%.
Previsto un timido segnale di inversione di tendenza per il 2012 con un - 2,3%. Continua a crescere il gap italiano nei confronti del resto del mondo dove l’IT cresce a +2,4%.
12/03/2012
Festival dell'Economia di Trento 2012Si svolgerà dal 31 maggio al 3 giugno a Tren to la settima edizione del Festival dell'Economia. Relatori di fama internazionale si confronteranno nel corso della consolidata Kermesse sul tema dell'anno "Cicli di vita e rapporti tra generazioni".
Festival dell'Economia di Trento 2012Si svolgerà dal 31 maggio al 3 giugno a Tren to la settima edizione del Festival dell'Economia. Relatori di fama internazionale si confronteranno nel corso della consolidata Kermesse sul tema dell'anno "Cicli di vita e rapporti tra generazioni".
09/03/2012
Scelti per Voi in LibreriaLa sezione dedicata alle recensioni librarie del Centro Studi si arricchisce di nuovi approfondimenti. In questa selezione: Banche Centrali e Globalizzazione
Scelti per Voi in LibreriaLa sezione dedicata alle recensioni librarie del Centro Studi si arricchisce di nuovi approfondimenti. In questa selezione: Banche Centrali e Globalizzazione
IN EVIDENZA
07/03/2012
Come cambia il Lavoro in BancaIl risultato di una ricerca condotta dall'Istituto IPSOS per conto della Federazione Autonoma Bancari Italiani evidenzia la percezione del Lavoro in Banca da parte dei giovani e dell'opinione pubblica in generale.
Come cambia il Lavoro in BancaIl risultato di una ricerca condotta dall'Istituto IPSOS per conto della Federazione Autonoma Bancari Italiani evidenzia la percezione del Lavoro in Banca da parte dei giovani e dell'opinione pubblica in generale.
PSS newsletter del 16 marzo 2012
n. 3 - marzo 2012
Le politiche sociali scivolano verso l’assistenza
Migranti e servizi di salute mentale
Carte dei servizi in sanità
Forme di dialogo tra aziende e sociale
Anziani maltrattati in Italia
Migranti e servizi di salute mentale
Carte dei servizi in sanità
Forme di dialogo tra aziende e sociale
Anziani maltrattati in Italia
Gli articoli
- Politiche sociali
- Il progressivo scivolamento delle politiche sociali verso l’assistenza
- R. Siza
- Migrazioni
- Migranti e servizi di salute mentale. Il caso della Lombardia
- G. Civenti, A. Lora, F. Spinogatti
- Carta dei servizi
- Carte dei servizi: luci e ombre della partecipazione in sanità
- G. Ghisio, S. Fossi
- Prevenzione
- Progetto Salute e Lavoro. Sperimentazione di forme di dialogo tra aziende e sociale
- L. Canafoglia, P. Duregon, M. Forlani, K. Salemi
- Maltrattamento e abuso
- Il maltrattamento delle persone anziane in Italia. Alcuni risultati dallo studio Abuel
- M. G. Melchiorre, M. Di Rosa, C. Chiatti, G. Lamura, S. Quattrini, C. Greco, J. F. J. Soares
- Professioni sociali
- Un gruppo di assistenti sociali si racconta
- AA. VV.
- L’assistente sociale nell’equipe di cure palliative. Quale supporto alla famiglia?
- A. M. Russo, G. Scaccabarozzi, A. Grossi, F. Riva, D. Galimberti
- Documenti
- 20 marzo 2012: Giornata internazionale del Servizio sociale
- Intercettazioni
- Politiche di buon senso sull’immigrazione
- M. Ambrosini
- Notizie
- Accadde domani
- G. Rusmini
Appuntamenti
Giornata internazionale del Servizio sociale
Il prossimo martedì 20 marzo 2012 verrà celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale del Servizio sociale. A Milano, la giornata verrà celebrata con un incontro presso l’Università Milano Bicocca - Aula Magna Edificio U6, dalle 9.30 alle 17.00. Informazioni: www.ifsw.org - www.globalsocialagenda.org - Scarica il programma completo dal sito di PSS.
Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, le politiche, i servizi
Il Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati (AN) propone la II edizione dei Seminari di approfondimento: "Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, le politiche, i servizi". Gli incontri si terranno a Jesi tra marzo e maggio 2012, nella sala II Circoscrizione, in via san Francesco, dalle 9.00 alle 13,00. La registrazione dei partecipanti avverrà tra le 8,30 e le 9.00. La partecipazione è gratuita ma è obbligatoria la prenotazione (telefono, fax, e-mail) da effettuare (per singoli seminari) entro il 23 marzo, 13 aprile, 10 maggio. Informazioni: Tel 0731.703327 -grusol@grusol.it -www.grusol.it - Scarica il programma completo dal sito di PSS.
Auto aiuto e cura del disagio psichico
Progetto Itaca e Wapr organizzano il I Congresso internazionale: "Auto aiuto e cura del disagio psichico.Obiettivi, modelli, valutazione d’efficacia" che si terrà a Milano nei giorni 23-24 marzo 2012, presso l'Auditorium "Giorgio Gaber" del Palazzo della Regione Lombardia, in Piazza Duca D'Aosta 3. Informazioni: Tel. 02.62695235 - www.progettoitaca.org - Iscrizioni
Borsa degli attrezzi 2012
La Bottega del Possibile di Torre Pellice presenta la "Borsa degli Attrezzi” 2012.Informazioni: Tel. 0121.953377 - bottegadelpossibile@bottegadelpossibile.it- www.bottegadelpossibile.it - Scarica il programma completo dal sito di PSS
Un asilo nido per ogni bambino-Area del Mezzogiorno
La Fondazione “aiutare i bambini” e la Fondazione "Con il Sud" promuovono il Bando “Un asilo nido per ogni bambino - Area del Mezzogiorno”, per selezionare 8 asili nido o spazi gioco da sostenere nelle seguenti Regioni del Sud Italia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia. La scadenza per la presentazione delle domande è il 30 aprile 2012. Informazioni: Tel. 02.36576351 - progetti.italia@aiutareibambini.it - www.aiutareibambini.it -www.fondazioneconilsud.it - Per consultare il Bando e presentare domanda
lunedì 19 marzo 2012
Responsabilità professionale. Cgil: "Obbligo per le Asl di assicurare medici ed operatori"
La proposta CGIL sulla Responsabilità Professionale per il tavolo tecnico OOSS – Ministero della Salute e alcune osservazioni critiche
Il cittadino dovrebbe avere la consapevolezza che il medico e i professionisti sanitari hanno il dovere di mettere in atto in modo appropriato quanto è patrimonio scientifico comune ma questo non sempre
può portare alla guarigione. Questo in quanto la prestazione medica è un'obbligazione di mezzi (io professionista porto la mia opera allo stato dell'arte ed eseguo la prestazione con la diligenza propria del buon padre di famiglia).
Un problema che ormai non riguardano più solo i medici ma anche gli altri operatori sanitari, dagli psicologi agli infermieri, dai biologi ai fisioterapisti, fino agli stessi tecnici.
E' prevedibile una progressiva rinuncia ad assumersi ogni responsabilità clinica per il timore di incorrere in errore o, comunque, a richieste risarcitorie. Sul punto questa era la convizione della classe medica all'inizio del secolo scorso, prima che si realizzasse la tutela ordinistica. L'uomo di scienza non si deve preoccupare degli eventuali danni apportati dalla sua opera, perché ciò distrae la concentrazione e il bene filantropico verso l'umanità che invece deve essere grata (cfr: A. Lonni, I professionisti della salute. Monopolio professionale e nascita dell'Ordine dei medici (XIX e XX secolo, Franco Angeli). Ma ciò dicono - anche attualmente - i magistrati.
Non solo per scelte terapeutiche pur effettuate in tutta scienza e coscienza, ma anche per responsabilità e carenze di tipo organizzativo-gestionale che non devono più scaricarsi sugli operatori.
Sempre di più le aziende tendono a rifarsi sulle professioni sanitarie, anche con transazioni arbitrarie effettuate senza avvisare le professioni stesse, salvo poi chiedergli la restituzione di quanto pattuito.
Vanno invece restituite certezze al medico ed alle professioni sanitarie che vanno sempre preventivamente informati dalle aziende. In generale la responsabilità professionale è un sistema da cambiare, tenendo fermo il diritto al giusto risarcimento dei cittadini vittime di errori sanitari.
L’onere di provare la colpa del danneggiante - che secondo gli artt. 2043 e 2697 c.c. incombe sul danneggiato - in tema di responsabilità dei professionisti sanitari negli ultimi anni è stato
sostanzialmente invertito, tant'è che la Corte di cassazione in tema di responsabilità medica è pervenuta ad una vera e propria evaporazione del nesso di causalità materiale.
Un sistema così concepito non è più un sistema di responsabilità per colpa ma un sistema di responsabilità “di posizione”, dove il sanitario finisce per rispondere dell’insuccesso
dell’intervento per il solo fatto di rivestire la qualifica di sanitario.
Per questo la CGIL chiede che il medico e le professioni sanitarie che comunque devono continuare a pagare tutti gli errori riconosciuti in ambito penale, siano trattati in ambito civile così come tutti gli altri professionisti che lavorano al di fuori del sistema sanitario (a partire dagli avvocati e dagli stessi magistrati che pur se condannati per colpa grave hanno un tetto di 30mila euro al dovuto risarcimento per rivalsa da parte dello Stato).
Per questo sarebbe necessaria, a vantaggio di tutti, una normativa che ristabilisca principi di buon senso nella individuazione delle responsabilità in ambito sanitario, migliorando anche i percorsi di risarcimento dei cittadini, senza implementare le strumentalizzazioni di studi legali a danno di tutto il sistema. Una nuova normativa che ristabilisca il principio della necessità dell'esistenza del rapporto di causa ed effetto anche nella responsabilità professionale sanitaria, compresi i casi di omessa informazione, nella certezza processuale.
L'obbligo dell’assicurazione per responsabilità professionale dovrebbe ricadere solo sui chi svolge la libera professione. La CGIL ha già espresso la contrarietà a norme che costringono i medici e gli altri professionisti sanitari ad assicurarsi ma non le strutture, chiedendo un intervento regolatore delle dinamiche dei premi da parte delle assicurazioni, impedendo clausole vessatorie
E sin qui, con i dovuti distinguo ricostruttivi, a sommi capi, si può essere d'accordo.
Si dovrebbe ristabilire l’obbligo per le Aziende a farsi carico di stipulare i contratti per la copertura della colpa grave dei propri dirigenti ed operatori, con i premi ovviamente a carico dei dipendenti (principio già previsto dai contratti di lavoro ma contestato in modo sbagliato e dannoso dalla Corte dei Conti).
Proposta sensata: con premi a carico dei dipendenti.
Si dovrebbero prevedere gare regionali per un contratto unico valido su tutto il territorio per consentire un notevole risparmio per le amministrazioni e garantire uguali tutele per tutti i dirigenti del servizio sanitario regionale. Altra proposta sensata.
Andrebbe prevista la partecipazione delle organizzazioni sindacali nel percorso di definizione dei contratti assicurativi da parte delle aziende insieme al broker.
Ma questo compito non spetta ai sindacati, anche perché ciò sarebbe un'indebita espansione delle competenze dei sindacati.
Andrebbe ridefinita la tempistica delle possibilità di richiesta di risarcimento con tempi appropriati e dando certezze ai medici e ai cittadini. Va, infine, implementato il Risk Management, adeguatamente supportato dalla stessa azienda, per ridurre la malpractice e incidere in modo virtuoso sul premio assicurativo.
Marco Quadrelli
Trapianti. Via libera in Commissione a impianti parziali tra viventi
La Commissione Affari sociali della Camera ha concluso, con l’approvazione di un emendamento, l’esame del ddl che consente il trapianto parziale di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi e ha dato inoltre mandato al relatore, De Nichilo Rizzoli, di riferire in Aula
14 MAR - L’esame in Commissione Affari Sociali della Camera del testo unificato Palumbo, Binetti e Miotto, “Norme per consentire il trapianto parziale di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi” è durato poco più di un anno.
Ieri, infatti, la Commissione con l’approvazione dell’emendamento del relatore Melania De Nichilo Rizzoli (Pdl) che stabilisce come l'attuazione “della legge si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, ha concluso l’iter e ha dato mandato al relatore di riferire in Aula .
Il disegno di legge adottato dalla Commissione come testo base nel gennaio 2011, che si compone sostanzialmente di un unico articolo, consente, in deroga al divieto stabilito dall’arti. 5 c.c, di disporre gratuitamente di parti di polmone, pancreas e intestino al fine esclusivo del trapianto tra persone viventi.
Il testo dell’emendamento approvato
Norme per consentire il trapianto parziale di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi. Testo unificato C. 4003 Palumbo, C. 4477 Binetti e C. 4489 Miotto.
EMENDAMENTO DEL RELATORE
ART. 1.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente: 2-bis. All'attuazione della presente legge si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 1. 2.Il Relatore. (Approvato)
Ieri, infatti, la Commissione con l’approvazione dell’emendamento del relatore Melania De Nichilo Rizzoli (Pdl) che stabilisce come l'attuazione “della legge si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, ha concluso l’iter e ha dato mandato al relatore di riferire in Aula .
Il disegno di legge adottato dalla Commissione come testo base nel gennaio 2011, che si compone sostanzialmente di un unico articolo, consente, in deroga al divieto stabilito dall’arti. 5 c.c, di disporre gratuitamente di parti di polmone, pancreas e intestino al fine esclusivo del trapianto tra persone viventi.
Il testo dell’emendamento approvato
Norme per consentire il trapianto parziale di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi. Testo unificato C. 4003 Palumbo, C. 4477 Binetti e C. 4489 Miotto.
EMENDAMENTO DEL RELATORE
ART. 1.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente: 2-bis. All'attuazione della presente legge si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 1. 2.Il Relatore. (Approvato)
_________________
Nota: art. 5 c.c.. Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume (1418).
domenica 18 marzo 2012
sito di "Politica dei servizi sociali" di Paolo Ferrario
Su: http://mappeser.com c'è il sito di Paolo Ferrario - PolSer - che documenta il sistema dei servizi in prospettiva storica, che tratta il lessico, bibliografie, sitigrafie, rassegne stampa e rassegne delle politiche sociali.
Sito abbastanza interessante e abbastanza ben fatto.
Sito abbastanza interessante e abbastanza ben fatto.
sabato 17 marzo 2012
Corte di Giustizia comuntaria - Causa C-135: un breve commento.
La terza sezione
della Corte di Giustizia Ce ha pronunziato la sentenza 15.3.2012 nella causa
C-135/10 tra Società Consortile Fonografici (SCF) v. Marco Del Corso.
La domanda di
pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 8, paragrafo 2 direttiva
92/100/CEE del Consiglio, del 19.11.1992, concernente il diritto di noleggio,
il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in
materia di proprietà intellettuale (GU L 346, pag. 61), e
dell’art.3 direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22.5.2001,
sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti
connessi nella società dell’informazione (GU L 167, pag. 10).
Tale domanda è stata
proposta nell’ambito di una controversia fra la Società Consortile Fonografici
(SCF) e il sig. Del Corso, dottore in chirurgia dentistica,
relativamente alla radiodiffusione, nello studio dentistico privato del
medesimo, di fonogrammi oggetto di protezione.
Secondo il parere di
chi scrive questa nota, la sentenza assume rilevanza nel merito per quanto
riguarda sia i dentisti che per esteso per quanto concerne gli studi
professionali..
Le disposizioni
normative su cui verte la causa sono quelli inerenti i concetti di “comunicazione al pubblico” e il relativo
diritto a un equo compenso per la radiodiffusione e la comunicazione al
pubblico e dei “fini commerciali”del
fonogramma in tal modo eseguito.
Per quanto di nostra
competenza, la difesa del convenuto obiettava l’inapplicabilità al caso
specifico degli artt.73 e 73 bis lda, in quanto riferibili alle comunicazioni
al pubblico avvenute nei pubblici esercizi e in occasione di qualsiasi altra
pubblica utilizzazione di fonogrammi. Orbene, a differenza degli ambulatori del
servizio sanitario pubblico, uno studio dentistico privato non può essere
qualificato come esercizio pubblico.
Inoltre il giudice
nazionale (Tribunale di Torino) con ordinanza 16.5.2008 e sentenza 20.3.2008
rigettava la domanda attrice, ritenendo
che, nella fattispecie, fosse esclusa la comunicazione a scopo di lucro, che il
tipo di musica diffusa nello studio fosse totalmente irrilevante nella scelta
operata dal paziente e che la situazione non rientrasse fra quelle ipotizzate
dall’art.73 bis lda, in quanto lo studio medico dentistico era privato e come
tale non assimilabile ad un luogo pubblico o aperto al pubblico, atteso che i
pazienti non costituivano un pubblico indifferenziato, ma erano singolarmente
individuati e potevano accedervi normalmente previo appuntamento e, comunque,
su consenso dell’odontoiatra.
Nell’appello
dell’attrice veniva sostenuto che sussistono dubbi riguardo alla circostanza se
la diffusione di fonogrammi all’interno di studi di liberi professionisti, come
quelli dentistici, sia inclusa nella nozione di «comunicazione al pubblico», la Corte d’appello di Torino ha
deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte di Giustizia Ce, - per
ciò che ci concerne - le questioni pregiudiziali in ordine alla diretta
applicabilità nell’ordinamento comunitario della convenzione di Roma, dell’Accordo TRIPs e del
Trattato [WPPT] e quindi siano immediatamente precettive nei rapporti privati
perché coincidenti o meno con la nozione
di “comunicazione al pubblico” con le direttive [92/100] e [2001/29], e in caso
negativo quale fonte debba prevalere.
Inoltre se la diffusione gratuita di fonogrammi effettuata all’interno
di studi odontoiatrici privati esercenti attività economica di tipo
libero-professionale, a beneficio della relativa clientela e da questa fruita
indipendentemente da un proprio atto di volontà, costituisca “comunicazione al
pubblico”, ovvero “messa a disposizione del pubblico” ai fini dell’applicazione
dell’art.3 paragrafo 2, lett. b) direttiva [2001/29] e infine se tale attività
di diffusione dia diritto alla percezione di un compenso in favore dei
produttori fonografici».
Il Giudice
comunitario ha ricordato che l’Accordo TRIPs e il WPPT sono stati sottoscritti
a livello comunitario ed approvati con le decisioni 94/800 e 2000/278, vincolando
le istituzioni comunitarie e gli Stati membri, come da costante giurisprudenza
della Corte, (30.4.1974, Haegeman, 181/73, Racc. pag. 449,
punto 5; 30.9.1987, Demirel, 12/86, Racc. pag. 3719,
punto 7, e 22.10.2009, Bogiatzi, C‑301/08, Racc. pag. I‑10185,
punto 23) e sono pertanto applicabili nel suo ambito. Ciò non vale per le disposizioni della
Convenzione di Roma, che quindi non formano parte dell’ordinamento giuridico comunitario.
Relativamente alla
questione concernente alla possibilità per i privati di avvalersi in modo
immediato delle disposizioni dell’Accordo TRIPs e del WPPT, , non è sufficiente
che le disposizioni in parola facciano parte dell’ordinamento giuridico comunitario,
ma occorre che esse appaiano, dal punto di vista del loro contenuto,
incondizionate e sufficientemente precise e allorché non siano subordinate, nel
loro adempimento o nei loro effetti, all’intervento di alcun atto ulteriore. Ulteriormente,
gli accordi TRIPs non hanno efficacia diretta e non sono idonee a creare in
capo ai privati diritti che questi possano invocare direttamente dinanzi al
giudice ai sensi del diritto comunitario, perché con riferimento al WPPT è
necessario osservare che, ai sensi dell’articolo 23, paragrafo 1, esso prevede
che le parti contraenti si impegnano ad adottare, conformemente alla propria
legislazione, i provvedimenti necessari per l’applicazione del trattato stesso,
pertanto non sono idonee a creare in capo ai privati diritti che questi possano
invocare direttamente dinanzi al giudice ai sensi di tale ordinamento
giuridico.
Riguardo alla
questione relativa ai rapporti fra le nozioni di «comunicazione al pubblico» presenti, da un lato, nell’Accordo
TRIPs, nel WPPT e nella Convenzione di Roma nonché, dall’altro, nelle direttive
92/100 e 2001/29, occorre ricordare che, secondo una costante giurisprudenza
della Corte, le disposizioni del diritto dell’Unione devono essere
interpretate, per quanto possibile, alla luce del diritto internazionale, in
particolare quando tali testi siano diretti, precisamente, ad eseguire un
accordo internazionale concluso dalla Comunità.
Venendo al punto che
ci interessa, occorre osservare che non si tratta di trasmissione interattiva
on-demand e neppure a fini commerciali, tanto meno in cambio del pagamento di
un biglietto d’ingresso da parte dei suoi pazienti. Riguardo all’importanza del numero delle
persone per le quali il dentista rende udibile il fonogramma diffuso, si deve
constatare che, trattandosi dei clienti di un dentista, tale pluralità di
persone insignificante, dal momento che l’insieme di persone simultaneamente
presenti nel suo studio è, in generale, alquanto ristretto. Inoltre, benché i
clienti si succedano, ciò non toglie che, avvicendandosi, detti clienti, di
norma, non sono destinatari dei medesimi fonogrammi, segnatamente di quelli
radiodiffusi. Inoltre, un dentista che diffonde fonogrammi
in presenza dei suoi pazienti, quale musica di sottofondo, non può
ragionevolmente aspettarsi un ampliamento, unicamente in virtù di tale
diffusione, della clientela del proprio studio, né aumentare il prezzo delle
cure prestate. Ne consegue che siffatta diffusione non è idonea, di per sé, ad
incidere sugli introiti di tale professionista.
I clienti di un
dentista, infatti, si recano presso uno studio medico dentistico unicamente
allo scopo di essere curati, giacché
una diffusione di fonogrammi non è minimamente collegata alla prassi delle cure
dentistiche. È in modo fortuito e indipendentemente dalla loro volontà che
detti clienti godono dell’accesso a taluni fonogrammi, in funzione del momento
in cui arrivano allo studio, della durata della loro attesa e del tipo di
trattamento ricevuto. In siffatto contesto non si può presumere che la normale
clientela di un dentista sia ricettiva rispetto alla diffusione di cui
trattasi. Ne deriva che una diffusione del genere non riveste carattere
lucrativo e un dentista, come quello di cui alla controversia principale, che
diffonde gratuitamente fonogrammi nel suo studio a favore dei suoi clienti, i
quali ne fruiscono indipendentemente dalla loro volontà, non effettua una
«comunicazione al pubblico» ai sensi dell’art.8, paragrafo 2, della direttiva
92/100 ed il requisito affinché una remunerazione equa sia versata dall’utente,
ossia che quest’ultimo effettui una «comunicazione al pubblico» ai sensi della
succitata disposizione, non è soddisfatta in tale situazione e siffatta
diffusione non dà pertanto diritto alla percezione di un compenso in favore dei
produttori fonografici.
Pertanto ciò vale
anche per tutti gli studi professionali e non solo per i dentisti.
venerdì 16 marzo 2012
Corte di giustizia europea (C 135/10 e C 162/10) - Diritti d’autore riguardanti la diffusione di opere a carattere musicale
Posto il link delle due sentenze dell Corte di Giustizia europea C 135/10 e 162/10.
SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
15 marzo 2012 (*)
«Diritto d’autore e diritti connessi nella società dell’informazione – Applicabilità diretta nell’ordinamento dell’Unione della Convenzione di Roma, dell’Accordo TRIPs e del WPPT – Direttiva 92/100/CEE – Articolo 8, paragrafo 2 – Direttiva 2001/29/CE – Nozione di “comunicazione al pubblico” – Comunicazione al pubblico di fonogrammi radiodiffusi presso uno studio dentistico»
http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=7976
Un commento quanto prima.
Governo clinico: ecco tutte le novità del testo approvato dalla Commissione Affari Sociali
Dopo tre anni di lavoro la Commissione Affari Sociali di Montecitorio, con l'approvazione degli ultimi emendamenti, ha licenziato il testo che disciplina il governo clinico. Undici articoli che prima di andare in Aula per il voto finale dovranno essere esaminati dalle Commissioni competenti.
16 MAR - La Commissione Affari Sociali della Camera ieri, votando gli ultimi emendamenti, ha licenziato il ddl sul governo clinico. Il testo passerà ora al parere di altre otto commissioni che dovranno esprimere un parere sul testo. Poi l'approdo in Aula per il voto finale.
Ecco una sintesi del testo articolo per articolo
Principi fondamentali in materia delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale
Art 1
(Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche)
Il governo delle attività cliniche è disciplinato dalle regioni, attuato con la partecipazione del Collegio di direzione che garantisce il modello organizzativo idoneo a rispondere efficacemente alle esigenze degli utenti e dei professionisti del Ssn, assicurando il miglioramento continuo della qualità nel rispetto dei principi di equità, di appropriatezza e di universalità nell’accesso ai servizi.
Art 2
(Autonomia e responsabilità del medico)
Le attività mediche e sanitarie sono erogate nel rispetto dei principi di autonomia e responsabilità diretta e non delegabile dei medici e dei professionisti sanitari nell’ambito delle proprie specifiche competenze e nel rispetto delle funzioni ad essi affidate e svolte.
Art. 3
(Funzioni del Collegio di direzione)
Le regioni prevedono l’istituzione, nelle Aziende del Collegio di direzione che diviene organo dell’Azienda individuandone la composizione. Le funzioni del Collegio di direzione sono: concorrere al governo delle attività cliniche, partecipare alla pianificazione delle attività e allo sviluppo organizzativo e gestionale delle aziende. Il collegio di direzione deve essere consultato dal direttore generale su tutte le questioni attinenti il governo delle attività cliniche.
Art. 4
(Requisiti e criteri di valutazione dei direttori generali)
Le regioni provvedono alla nomina dei Dg delle aziende garantendo misure di pubblicità dei bandi, delle nomine, dei curricula e di trasparenza nella valutazione degli aspiranti che devono essere in possesso di un diploma di laurea magistrale, esperienza dirigenziale di almeno 5 anni nel campo delle strutture sanitarie e di settennale negli altri settori, con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie. Il Dg non deve avere, al momento della nomina, più di 65 anni.
Art. 5
(Incarichi di natura professionale e di direzione di struttura)
Alle regioni il compito di disciplinare i criteri e le procedure per gli incarichi di direzione di struttura complessa sulla base di principi quali: a)selezione effettuata da una commissione presieduta dal direttore sanitario e composta da due direttori di struttura complessa nella medesima specialità dell’incarico da conferire; b)la commissione riceve dall’azienda il profilo professionale del dirigente da incaricare e sulla base dei curricula seleziona da uno a tre candidati che hanno ottenuto i migliori punteggi. Il Dg individua il candidato sulla base della terna predisposta dalla commissione e ne deve motivare la scelta; c)la nomina dei responsabili di unitò operativa complessa a direzione universitaria è fatta dal Dg su indicazione del rettore. L’incarico di direttore di struttura complessa deve essere confermato al termine di un periodo di prova di sei mesi. L’incarico di direttore di struttura semplice è attribuito al Dg su proposta del direttore della struttura complessa o del direttore di dipartimento a un dirigente con anzianità di servizio di almeno 5 anni nella disciplina oggetto dell’incarico.
Art. 6
(Valutazione dei dirigenti medici e sanitari)
I dirigenti medici e sanitari sono sottoposti a valutazione secondo modalità stabilite dalle regioni sulla base di linee guida approvate in Conferenza Stato-regioni. Gli strumenti per la valutazione rilevano la qualità e la quantità delle prestazioni erogate in relazione agli obiettivi prefissati. L’esito positivo della valutazione determina la conferma.
Art. 7
(I dipartimenti)
L’organizzazione dei dipartimenti e la responsabilità dei direttori di dipartimento è disciplinata dalle regioni.
Art. 8
(Limiti di età)
Il limite per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e sanitari del Ssn è di 67 anni. L’interessato può, sentito il collegio di direzione, chiedere di arrivare a 70 anni. i professori universitari, anche se cessano le attività assistenziali, qualora impegnati, possono continuare l’attività di ricerca.
Art. 9
(Programmazione e gestione delle tecnologie sanitarie)
La gestione e la programmazione delle tecnologie sanitarie è a carico delle regioni che devono provvedere al collaudo, alla manutenzione e alle verifiche periodiche di sicurezza. Le aziende sanitarie, ospedaliere e universitarie possono costituire enti no-profit per la raccolta fondi per l’acquisto di tecnologie sanitarie di interesse strategico.
Art. 10
(Collegio sindacale e pubblicità degli atti)
Sul web è possibile pubblicare per le verifiche di cassa e le relazioni sull’andamento delle attività delle aziende.
Art. 11
(Competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome)
Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome che provvedono all’attuazione delle finalità della legge secondo i propri statuti e norme di attuazione
Ecco una sintesi del testo articolo per articolo
Principi fondamentali in materia delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale
Art 1
(Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche)
Il governo delle attività cliniche è disciplinato dalle regioni, attuato con la partecipazione del Collegio di direzione che garantisce il modello organizzativo idoneo a rispondere efficacemente alle esigenze degli utenti e dei professionisti del Ssn, assicurando il miglioramento continuo della qualità nel rispetto dei principi di equità, di appropriatezza e di universalità nell’accesso ai servizi.
Art 2
(Autonomia e responsabilità del medico)
Le attività mediche e sanitarie sono erogate nel rispetto dei principi di autonomia e responsabilità diretta e non delegabile dei medici e dei professionisti sanitari nell’ambito delle proprie specifiche competenze e nel rispetto delle funzioni ad essi affidate e svolte.
Art. 3
(Funzioni del Collegio di direzione)
Le regioni prevedono l’istituzione, nelle Aziende del Collegio di direzione che diviene organo dell’Azienda individuandone la composizione. Le funzioni del Collegio di direzione sono: concorrere al governo delle attività cliniche, partecipare alla pianificazione delle attività e allo sviluppo organizzativo e gestionale delle aziende. Il collegio di direzione deve essere consultato dal direttore generale su tutte le questioni attinenti il governo delle attività cliniche.
Art. 4
(Requisiti e criteri di valutazione dei direttori generali)
Le regioni provvedono alla nomina dei Dg delle aziende garantendo misure di pubblicità dei bandi, delle nomine, dei curricula e di trasparenza nella valutazione degli aspiranti che devono essere in possesso di un diploma di laurea magistrale, esperienza dirigenziale di almeno 5 anni nel campo delle strutture sanitarie e di settennale negli altri settori, con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie. Il Dg non deve avere, al momento della nomina, più di 65 anni.
Art. 5
(Incarichi di natura professionale e di direzione di struttura)
Alle regioni il compito di disciplinare i criteri e le procedure per gli incarichi di direzione di struttura complessa sulla base di principi quali: a)selezione effettuata da una commissione presieduta dal direttore sanitario e composta da due direttori di struttura complessa nella medesima specialità dell’incarico da conferire; b)la commissione riceve dall’azienda il profilo professionale del dirigente da incaricare e sulla base dei curricula seleziona da uno a tre candidati che hanno ottenuto i migliori punteggi. Il Dg individua il candidato sulla base della terna predisposta dalla commissione e ne deve motivare la scelta; c)la nomina dei responsabili di unitò operativa complessa a direzione universitaria è fatta dal Dg su indicazione del rettore. L’incarico di direttore di struttura complessa deve essere confermato al termine di un periodo di prova di sei mesi. L’incarico di direttore di struttura semplice è attribuito al Dg su proposta del direttore della struttura complessa o del direttore di dipartimento a un dirigente con anzianità di servizio di almeno 5 anni nella disciplina oggetto dell’incarico.
Art. 6
(Valutazione dei dirigenti medici e sanitari)
I dirigenti medici e sanitari sono sottoposti a valutazione secondo modalità stabilite dalle regioni sulla base di linee guida approvate in Conferenza Stato-regioni. Gli strumenti per la valutazione rilevano la qualità e la quantità delle prestazioni erogate in relazione agli obiettivi prefissati. L’esito positivo della valutazione determina la conferma.
Art. 7
(I dipartimenti)
L’organizzazione dei dipartimenti e la responsabilità dei direttori di dipartimento è disciplinata dalle regioni.
Art. 8
(Limiti di età)
Il limite per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e sanitari del Ssn è di 67 anni. L’interessato può, sentito il collegio di direzione, chiedere di arrivare a 70 anni. i professori universitari, anche se cessano le attività assistenziali, qualora impegnati, possono continuare l’attività di ricerca.
Art. 9
(Programmazione e gestione delle tecnologie sanitarie)
La gestione e la programmazione delle tecnologie sanitarie è a carico delle regioni che devono provvedere al collaudo, alla manutenzione e alle verifiche periodiche di sicurezza. Le aziende sanitarie, ospedaliere e universitarie possono costituire enti no-profit per la raccolta fondi per l’acquisto di tecnologie sanitarie di interesse strategico.
Art. 10
(Collegio sindacale e pubblicità degli atti)
Sul web è possibile pubblicare per le verifiche di cassa e le relazioni sull’andamento delle attività delle aziende.
Art. 11
(Competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome)
Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome che provvedono all’attuazione delle finalità della legge secondo i propri statuti e norme di attuazione
giovedì 15 marzo 2012
World social work 2012 - Convegno: Il servizio sociale nell’attuale panorama socio-economico e culturale. Confronti ed esperienze
World social work 2012
Giornata internazionale del Servizio Sociale
Il servizio sociale nell’attuale panorama socio-economico e culturale. Confronti ed esperienze
Martedì 20 Marzo 2012 Ore 9.00 – 17.30
ex Caserme Mura - Viale Gramsci, Macomer
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
9.00 Registrazione dei partecipanti
9.30 Apertura dei lavori
Alberto Merler. Presidente dei Corsi di Studio in Servizio Sociale. Università degli Studi
di Sassari.
9,40 Presentazione della giornata celebrativa
Maria Vittoria Casu. AIDOSS. Dottore di ricerca in Fondamenti e Metodi delle Scienze
Sociali e del Servizio Sociale .
9,50 Introduzione dei lavori
Federica Palomba. Moderatrice. Presidente Ordine degli Assistenti Sociali - Sardegna.
10,00 Saluti delle autorità:
Riccardo Uda, Sindaco del Comune di Macomer.
Cristiano Erriu, Presidente A.N.C.I.
Sergio Masia, Assessore ai Servizi sociali Comune di Macomer.
E’ stata invitata Simona de Francisci. Assessore Regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza
Sociale.
101010.30 Il mandato sociale e professionale dell’Assistete
Sociale per la tutela dei diritti della persona.
Interventi:
Giusi Boeddu. Assistente Sociale. Dottoranda di ricerca in Fondamenti e Metodi delle Scienze Sociali e del Servizio Sociale.
Maria Sedda. Assistente Sociale. EISS Ottana.
11.00 Il processo di programmazione e realizzazionelle
Politiche Sociali: il ruolo della professione.
Interventi
Angela Cao. Assistente Sociale. PLUS Ghilarza- Bosa.
Emmi Frau. Assistente Sociale, Assessore ai Servizi sociali comune di Santadi.
11.30 – 12,00 break
12.30 Nuove strategie e collaborazioni per la promozione di obiettivi di benessere sociale. Organismi e organizzazioni che condividono finalità comuni.
Interventi:
Marina Piano Assistente Sociale. Fund raiser .
Annalisa Motzo. Presidente GAL Marghine.
13.00 – 13,30 Interventi programmati.
15.00 Riapertura dei lavori.
Vittoria Casu. Moderatrice . .
15.00 La formazione universitaria e la formazione continua rivolte allo sviluppo e al sostegno della professionalità.
Interventi
Alberto Merler. Scuola di Dottorato in Scienze Sociali. Indirizzo in Fondamenti e Metodi delle Scienze Sociali e del Servizio Sociale. Università di Sassari.
Maria Lucia Piga. Vicepresidente del corso di Studio in Servizio Sociale ad indirizzo Europeo.
Università degli Studi di Sassari.
Mariantonietta Cocco. Presidente Commissione tirocinio.
Corsi di Studio in Servizio Sociale. Università di Sassari.
Federica Palomba. Presidente Ordine degli Assistenti sociali della Sardegna.
16.30- 17.30 Interventi programmati e dibattito
17.30 Chiusura dei lavori.
Tribunale di Ferrara: Un padre accusa i servizi sociali la procura li scagiona
Da: http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/03/14/news/un-padre-accusa-i-servizi-sociali-la-procura-li-scagiona-1.3292664
Ieri in tribunale l’udienza di opposizione all’archiviazione L’appello: «Io orfano dei miei figli che non mi fanno vedere»
Ieri in tribunale l’udienza di opposizione all’archiviazione L’appello: «Io orfano dei miei figli che non mi fanno vedere»
Da 4 anni dice di esser diventato «orfano» dei suoi figli. E per far valere i suoi diritti di padre separato, cui vengono negati i diritti di vedere e stare con i propri figli, il signor F. non ha risparmiato critiche e denunce: ieri una delle tante che ha presentato attraverso il suo legale, Patrizia Micai, è stata dibattuta davanti al gip Monica Bighetti e al pm Nicola Proto. Una causa che vede sotto accusa i servizi sociali, una psicologa e una assistente sociale, per presunte omissioni d’atti d’ufficio. Reato che la procura ha ritenuto insussistente e pertanto ne ha chiesto l’archiviazione perchè non vi sono gli estremi per proseguire nell’azione giudiziaria. Di parere diverso il padre separato e il suo legale che hanno presentato opposizione all’archiviazione, e pertanto ieri in aula è stata discussa la questione. Il giudice si è riservato di decidere in merito, e avrà 5 giorni per farlo. Questa però, dicevamo è una delle tante cause giudiziarie che vedono protagonista questo padre separato, in di diversi ruoli di accusatore e accusato. Poichè come lo stesso F. spiegava in una lettera pubblicata giorni fa sul nostro giornale «da 4 anni sto facendo una battaglia per vedere riconosciuti i miei diritti di genitore e di dare una serenità ai miei figli». Tuttavia è bene ricordare che proprio questa battaglia ha lasciato strascichi giudiziari visto che sono aperti vari procedimenti a carico dello stesso padre separato, verso la ex moglie, anche per stalking. Atteggiamenti sui quali la magistratura deve far luce, per cui lui stesso nella lettera a la Nuova spiegava così:
«In questi anni ho incontrato una montagna di problemi, creati in primis dalla mia ex moglie che, pur avendo chiesto e ottenuto la separazione, si comporta come se volesse tenere i nostri figli tutti per sè, non lasciandoli liberi di esprimere i loro sentimenti affettuosi verso di me».
Da qui le tensioni con tutti, servizi sociali e giudici minorili. E tra queste tensioni, il rapporto con i figli si è più che deteriorato e non per volontà del signor F. «Spero che questa battaglia che sto conducendo insieme a persone di cui mi fido come il mio legale e la mia consulente non sia fine a se stessa, ma serva prima di tutto a me e ai miei figli, poi a chi ama i propri figli, ma rischia di trovarsi orfano degli affetti da un giorno all'altro».
mercoledì 14 marzo 2012
Professioni senza Albo: ddl. Speranze per la professione di "Educatore"?
La commissione Bilancio della Camera ha dato infatti parere favorevole al testo unificato che contiene le «Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi». Il disegno di legge licenziato dalla X Commissione attività produttive e inviato secondo l'iter alle altre commissioni, ha ottenuto i relativi pareri favorevoli.
La X Commissione attività produttive della Camera ha licenziato il testo unificato emendato Quartiani C. 3917, Froner C. 1934, Formisano C. 2077, Buttiglione C. 3131 e Della Vedova C. 3488.
In soli dieci articoli, il ddl delinea: la definizione di professione non regolamentata; la mission delle associazioni professionali intesa a valorizzare le competenze degli iscritti; le regole deontologiche; la tutela dell'utenza nel pieno rispetto delle regole della concorrenza; la pubblicità delle associazioni professionali attraverso la pubblicazione delle informazioni sul sito web nel pieno rispetto delle norme del Codice del consumo; l'autoregolamentazione volontaria attraverso la definizione del profilo professionale con riferimento alla normativa tecnica Uni; la certificazione di conformità delle attività professionali alle norme tecniche Uni.
Con una netta separazione tra ordini e associazioni, il ddl prevede che le professioni non organizzate in ordini o collegi, le disposizioni proposte possono trovare applicazione in ambito ordinistico, con particolare riguardo a quelle concernenti la certificazione professionale, oggi autoreferenziata.
Su: http://www.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A//www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp%3Fcodice%3D16PDL0017960&back_to=http%3A//www.camera.it/126%3FPDL%3D1934%26leg%3D16%26tab%3D2 si trova il testo del ddl.
Esaminerò il testo a breve. E a breve darò un commento.
martedì 13 marzo 2012
Corsi di formazione per assistenti familiari
Corsi di formazione per assistenti familiari: verso un sistema integrato di servizi domiciliari alla persona”. Percorso formativo riservato ad 80 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 65 anni. E’ finalizzato alla qualificazione di lavoratori comunitari ed extra comunitari per l’assistenza domiciliare di anziani e persone non auto sufficienti
’Ufficio della Cittadinanza della Zona Sociale n. 12 rende noto che il Consorzio “Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica” in attuazione dell’Accordo di Programma per la realizzazione di interventi in materia di servizi alla persona sottoscritto tra Regione Umbria e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione emana il bando di partecipazione al progetto “Mi prendo cura di Te: sistema integrato di servizi alla persona”.
La notizia completa è su: http://www.orvietosi.it/notizia.php?id=25858
’Ufficio della Cittadinanza della Zona Sociale n. 12 rende noto che il Consorzio “Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica” in attuazione dell’Accordo di Programma per la realizzazione di interventi in materia di servizi alla persona sottoscritto tra Regione Umbria e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione emana il bando di partecipazione al progetto “Mi prendo cura di Te: sistema integrato di servizi alla persona”.
La notizia completa è su: http://www.orvietosi.it/notizia.php?id=25858
Pronto Soccorso e continuità assistenziale
Parma: Pronto soccorso e continuità assistenziale
Integrazione tra ospedale e territorio. Con questa logica il sistema dell’emergenza-urgenza del Maggiore si potenzia: inaugurati l’area di Osservazione breve intensiva, che completa l’offerta assistenziale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, e i nuovi spazi dell’Ambulatorio per i codici di minore gravità dell’Azienda Usl. Il progetto è stato presentato dalla Regione al Ministero della Salute che ha disposto un finanziamento di tre milioni di euro.
- Il sistema dell’emergenza-urgenza provinciale si potenzia con un’area di Osservazione breve intensiva che completa l’offerta assistenziale del Pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e con nuovi spazi dedicati all’Ambulatorio per i codici di minore gravità dell’Azienda Usl, direttamente integrati nell’area ospedaliera.
Una struttura all’avanguardia per l’Osservazione breve intensiva, dedicata alle urgenze sanitarie in accesso dal Pronto soccorso, con necessità di inquadramento diagnostico a breve termine tale da permettere un appropriato percorso diagnostico-terapeutico al domicilio, o per terapie brevi. La logica della integrazione tra ospedale e territorio, garantita dalla collocazione nell’area ospedaliera, è la leva che innova l’organizzazione dell’Ambulatorio per i codici di minore gravità, con ambienti rinnovati, una migliore organizzazione dei flussi e degli spazi, unita a ambulatori specialistici interni che lo qualificano; una garanzia di maggiore sicurezza d’intervento, un’affidabile alternativa al Pronto soccorso.
L’intervento, basato sull’integrazione organizzativa tra le due Aziende a miglioramento della gestione delle urgenze della rete provinciale, è delineato nel progetto “Continuità assistenziale sulle 24 ore”, approvato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria e presentato dalla Regione Emilia-Romagna al Ministero della Salute, che ha disposto un finanziamento di tre milioni di euro. Da questo punto di vista, Parma si propone come laboratorio progettuale finalizzato a realizzare interventi appropriati ed efficaci, con una modalità innovativa a livello nazionale.
“Con l’Osservazione breve intensiva completiamo i servizi di emergenza-urgenza dell’Ospedale di Parma con oltre 100 posti letto complessivi”, queste le parole del direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Leonida Grisendi, alla presentazione della nuova struttura.
Con i suoi 14 posti letto, l’Osservazione breve del Pronto soccorso fornirà dal prossimo 8 marzo una risposta, in condizioni di sicurezza, per quei casi in cui non si è in condizione di decidere immediatamente. Un potenziamento in uno nodo cruciale della rete dell’emergenza. “Infatti, mentre il ricorso al Pronto soccorso nella provincia di Parma è il più basso se raffrontato con le altre province della regione - ha precisato il direttore generale - il Pronto soccorso di Parma affronta circa il 70% degli accessi, a fronte del 35% dell’ospedale di Modena e del 48% di Reggio Emilia”.
"Questo perché, nella nostra città - ha spiegato il direttore generale dell’Ausl Massimo Fabi- ci sono tanti riferimenti per la continuità assistenziale, primo tra tutti il medico di famiglia, che garantiscono la presa in carico delle paziente".
Osservazione breve intensiva per il Pronto soccorso: l’organizzazione
Superficie di 1.200 metri all’interno del Pronto soccorso, nuova tecnologia al servizio di sicurezza e comfort assistenziale uniti a flessibilità di utilizzo: questi gli aspetti dell’Osservazione breve intensiva del Pronto soccorso del Maggiore, per un costo complessivo di 1 milione e 100 mila euro circa, finanziato con risorse statali e regionali per il 63%.
L’Osservazione breve intensiva si svolge in continuità con il percorso clinico in Pronto soccorso; risponde a esigenze assistenziali complesse per la valutazione dello stato clinico del paziente - entro le 24 ore - al fine di definire il successivo percorso diagnostico-terapeutico o per la somministrazione di terapie a breve termine, con elevata probabilità di dimissione, come la fibrillazione atriale o l’asma. La centralità del paziente rispetto al servizio caratterizza l’organizzazione. Il cittadino non si sposta: il percorso assistenziale viene completato nella postazione che lo ospita. Il punto di lavoro in ambiente aperto ospita i professionisti, a contatto visivo diretto con i pazienti, con garanzia di sicurezza e efficacia.
Attorno alla zona di controllo centrale, sono disposte a raggiera 14 postazioni per il trattamento dei pazienti, tra cui 12 postazioni aperte – separate da arredi – e 2 postazioni chiuse. Ai familiari è dedicata una zona di attesa, oltre a uno spazio apposito per i colloqui. Gli elementi architettonici e di arredo presentano caratteristiche di continuità con quelli del Pronto soccorso: la scelta dei materiali, i colori bianco e giallo e il sistema di illuminazione tendono a una crescente dimensione di umanizzazione.
Quattro medici, undici infermieri, tre operatori socio-sanitari e un coordinatore per un totale di 19 professionisti saranno dedicati alla struttura semplice, sotto la responsabilità medica di Francesco Mineo all’interno della struttura complessa di Pronto soccorso diretta da Gianfranco Cervellin.
L’innovazione tecnologica
Il profilo tecnologico è uno degli aspetti che contraddistingue l’Osservazione breve intensiva del Pronto soccorso. Caratteristica principale è la vicinanza della tecnologia al paziente. 6 delle 14 postazioni di assistenza sono dotate di pensile attrezzato con monitor e strumentazione sanitaria di emergenza per il controllo dei parametri vitali (ECG, respiro, SpO2, pressione non invasiva). I segnali sono visualizzati su display del posto letto e trasmessi alla centrale di monitoraggio alla postazione di lavoro per la costante supervisione dei professionisti. Altre 8 postazioni sono dotate di telemetrie per la visualizzazione del battito cardiaco e centralina di controllo nella zona centrale di lavoro. Medici e operatori avranno a disposizione computer, integrati con il sistema gestionale del Pronto soccorso.
L’accesso dal Pronto soccorso
L’ammissione in Obi avviene su disposizione del medico di Pronto soccorso, e si conclude o con la dimissione o con il ricovero verso altre strutture ospedaliere. Le indicazioni regionali prevedono che possa essere destinata alla struttura di osservazione una percentuale di pazienti che accedono al Pronto soccorso pari al 3-8% del totale. I tempi di permanenza previsti sono di norma tra le 6 e le 24 ore. Tra gli obiettivi, il miglioramento dell’appropriatezza nella diagnosi iniziale in situazioni di urgenza, con conseguente incremento delle dimissioni in condizioni di sicurezza, il contenimento dei ricoveri non appropriati, con congrui tempi di decisione, e velocità della fase di inquadramento diagnostico.
Ambulatorio per la gestione dei codici di minore gravità – “Punto bianco”
Nuovi locali attigui al Pronto soccorso anche per il “Punto bianco”, l’Ambulatorio per le gestione dei codici di minore gravità (bianchi), attivato nel 2003 in via Abbeveratoia nell’ambito dell’intervento approvato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria e denominato “Prospetto per il miglioramento del Pronto soccorso e per l’appropriatezza del suo utilizzo”. Il progetto prevedeva, oltre all’attivazione del “Punto bianco” di via Abbeveratoia, anche l’attivazione di una rete di ambulatori territoriali di primo intervento collocati nei servizi di Pronto soccorso degli ospedali di Vaio e Borgotaro e nelle postazioni del Soccorso territoriale 118 coincidenti con i punti di automedica (all’Assistenza pubblica di Colorno per il Distretto di Parma, alle Assistenze pubbliche di Traversetolo e Langhirano per il Distretto Sud-Est, Assistenza pubblica di Fornovo per il Distretto Valli Taro e Ceno, CRI di S.Secondo per il Distretto di Fidenza).
Dal 14 marzo, il servizio di “Punto bianco” dell’Azienda USL, gestito da medici del territorio, sarà operativo nella nuova sede, integrandosi con i servizi del Pronto soccorso. Con accesso diretto, il “Punto bianco” è aperto 365 giorni all’anno, dalle 8 alle 20. Non si tratta, dunque, solo di un’integrazione logistica, ma di un significativo miglioramento nella continuità assistenziale nelle cure primarie, in coerenza con la programmazione e le indicazioni regionali. Il “Punto bianco” permette infatti di rispondere con maggiore appropriatezza alle esigenze di salute dei cittadini, lasciando agli altri ambulatori di Pronto soccorso la gestione dei casi più complessi. Il “Punto bianco” sarà integrato anche con i servizi di assistenza primaria dei Poli socio-sanitari dell’Azienda USL, nell’ambito del progetto di realizzazione delle Case della Salute: una rete di 26 presidi socio-sanitari che si stanno progettando nei quattro Distretti parmensi. Per il funzionamento del “Punto bianco”, l’AUSL mette a disposizione, su due turni giornalieri, 7 medici e 3 infermieri. La funzione di miglioramento della continuità dell’assistenza e del contenimento degli accessi al Pronto soccorso ha avuto nello sviluppo della Medicina di gruppo e di rete un altro elemento qualificante. Ad oggi su 301 medici di famiglia, l’85,3% lavora in forme associata (associazione, rete, gruppo).
I servizi di “Punto Bianco” prevedono anche un ambulatorio dedicato alle urgenze oculistiche, che rappresentano la casistica maggiore degli accessi a questo servizio (circa il 40%) e un ambulatorio per le consulenze psichiatriche. Questo secondo ambulatorio, attivo dal 28 febbraio, gestirà i casi inviati dal Pronto soccorso, finora presi in carico direttamente dal Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Azienda Usl (1.280 sono stati gli accessi a questo servizio nel 2011)
.
.
Nuoro: seminario su gioco d'azzardo
Da: http://www.unionesarda.it/
Il gioco d'azzardo patologico è ormai da tempo considerato un vero e proprio disturbo del comportamento e si sta diffondendo come fenomeno sociale anche in Sardegna e soprattutto nelle piccole comunità locali.
Il Servizio per le Dipendenze (Ser.D) (1) dell'Azienda Sanitaria di Nuoro propone un seminario destinato a medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, operatori dei Comuni e del privato sociale.
In particolare si vuole promuovere un confronto tra operatori dei diversi Ser.D della Sardegna e consentire un momento di crescita professionale attraverso il confronto con docenti e formatori che operano nel campo sia della ricerca che della clinica.
Il seminario si svolgerà martedì 20 marzo nell'Istituto Tecnico Commerciale "Salvatore Satta".
(1) Annoto che non esiste il "Ser.D." Servizio Dipendenze, bensì il "Ser.T." Servizio Tossicodipendenze.
Il gioco d'azzardo patologico è ormai da tempo considerato un vero e proprio disturbo del comportamento e si sta diffondendo come fenomeno sociale anche in Sardegna e soprattutto nelle piccole comunità locali.
Il Servizio per le Dipendenze (Ser.D) (1) dell'Azienda Sanitaria di Nuoro propone un seminario destinato a medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, operatori dei Comuni e del privato sociale.
In particolare si vuole promuovere un confronto tra operatori dei diversi Ser.D della Sardegna e consentire un momento di crescita professionale attraverso il confronto con docenti e formatori che operano nel campo sia della ricerca che della clinica.
Il seminario si svolgerà martedì 20 marzo nell'Istituto Tecnico Commerciale "Salvatore Satta".
(1) Annoto che non esiste il "Ser.D." Servizio Dipendenze, bensì il "Ser.T." Servizio Tossicodipendenze.
Seminario “DEONTOLOGIA E RESPONSABILITÀ PROFESSIONALI DELL'ASSISTENTE SOCIALE”
Seminario
“DEONTOLOGIA E
RESPONSABILITÀ PROFESSIONALI
DELL'ASSISTENTE
SOCIALE”
-
Ordine Assistenti Sociali Emilia Romagna
Rimini
Giovedì
15 marzo 2012
Sala Energia – Centro Congressi SGR – Via Chiabrera,
34
-
8.30 – 9.00
REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI
9.00 – 9.45 SALUTI E INTRODUZIONE DEI LAVORI DEL SEMINARIO
Roberto Calbucci
Presidente dell’Ordine
Assistenti Sociali Emilia Romagna
Presentazione
dei laboratori
Elisabetta Bianchi
Assistente Sociale specialista
e formatore dello Studio Bi.Fi.
9.45 – 10.30 “Deontologia e responsabilità professionali:
chiarimenti
concettuali e scelte operative”
Simonetta Filippini
Assistente Sociale
specialista e formatore dello Studio Bi.Fi.
10.30 – 11.15 “I rischi che la professione deve monitorare”
Gruppo territoriale degli
Assistenti Sociali di Piacenza
11.15 – 12.00 “Gli ancoraggi dai
quali rilanciare la professione”
Gruppo
territoriale degli Assistenti Sociali di Reggio Emilia
12.00 – 12.45 DIBATTITO
12.45 – 14.00 PAUSA PRANZO
14.00 – 15.00 “Strategie di tutela
dei professionisti e dei cittadini”
Gruppo territoriale degli
Assistenti Sociali di Parma
15.00 –15.30 “Quali tutele per la professione”
Elisabetta Bianchi
Assistente Sociale
specialista e formatore dello Studio Bi.Fi.
15.30 – 15.45 DIBATTITO
15.45 – 16.00 Conclusione dei lavori
CONSIGLIERE
Ordine
Nazionale Assistenti Sociali
___________________________________________________________________________________
L’Ordine Assistenti Sociali
dell’Emilia Romagna ha attribuito all’evento
6 crediti formativi di cui 5
deontologici
Iscriviti a:
Post (Atom)