Il 18 ottobre presso la Sala del GAM di Torino si terrà la giornata pre-congressuale per gli Infermieri che fanno parte del mondo della Donazione e del Trapianto.
La giornata è organizzata dal Centro Nazionale Trapianti ed è riservata a tutti gli infermieri dei: centri di coordinamento, delle terapie intensive, dei centri di trapianto, degli ambulatori pre e post trapianto, dei centri di dialisi, delle banche dei tessuti e dei centri di midollo osseo.
Maggiori informazioni e il programma su:
http://web.aimgroupinternational.com/2012/sito/programma-scientifico/premeeting-infermieri-e-trapianto/
Il programma del 19.10 su: http://web.aimgroupinternational.com/2012/sito/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/19_Programma_SITO121.pdf
Il programma del 20.10 su: http://web.aimgroupinternational.com/2012/sito/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/20_Programma_SITO121.pdf
Servizio sociale, sanitario e dintorni Diritto, economia, gestione e formazione continua del servizio sociale in rapporto con il diritto e l'economia sanitaria. Se il diritto è vasto, cercherò di dare - a spizzichi e bocconi - elementi per un disegno unitario del servizio sociale e del suo disegno organizzativo
mercoledì 18 aprile 2012
CASS., 23.3.2012 n°11545 Professionisti -Reati contro la p.a. – Esercizio abusivo professione -Dottore commercialista che esercita senza l’iscrizione all’albo – Punibilità prima e dopo il 2005
L'ultimo pronunciamento della Cassazione (sezione unite penali - n. 11545/12) in materia di consulenza fiscale fa chiarezza sulla competenza. Solo gli iscritti agli Ordini professionali possono esercitare , mentre rimane esclusa tale possibilità per chi non è professionista ordinistico. Pubblichiamo il parere n. 15/2012 della Fondazione Studi in merito alla citata sentenza della Suprema Corte nella quale si evidenzia che, in materia contabile e fiscale, non esistono riserve esclusive e l'esercizio di dette attività non integrano il reato di cui all'art. 348 c.p. purché siano svolte con chiare indicazioni dei titoli professionali posseduti.
La stessa sentenza cita i Consulenti del Lavoro come soggetti ai quali è stato riconosciuto il diritto al compenso per le attività di consulenza e valutazione in materia aziendale, ritenute non riservate per legge in via esclusiva ai dottori commercialisti e ragionieri e periti commerciali, per le attività di tenuta delle scritture contabili dell'impresa, redazione dei modelli Iva o per la dichiarazione dei redditi, effettuazione dei conteggi ai fini Irap o Ici, richiesta di certificati o di presentazione di domande presso le camere di commercio, ritenute non rientranti in quelle riservate solo a soggetti iscritti in appositi albi o provvisti di specifica abilitazione.
Le attività indicate, infatti, (al di là di ogni altra possibile considerazione) erano comunque svolte nell'esercizio della professione di consulente del lavoro e, quindi, senza l'indotta apparenza di un esercizio facente capo a soggetto abilitato a professione commerciale.
Sugli effetti della sentenza della Corte di cassazione, Sez. unite penali, sent. 23/3/12, n. 11545.
«Concreta esercizio abusivo di una professione, punibile a norma dell'art. 348 cod. pen., non solo il compimento senza titolo, anche se posto in essere occasionalmente e gratuitamente, di atti da ritenere attribuiti in via esclusiva a una determinata professione, ma anche il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva, siano univocamente individuati come di competenza specifica di una data professione, allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali, per continuatività, onerosità e (almeno minimale) organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un'attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato».
Il principio (rectius, la lettura che talvolta si è voluto dare) ha suscitato particolare clamore.
Si è parlato di pronuncia «pericolosa», di prospettive poco tranquillizzanti per i Consulenti del Lavoro.
In realtà la sentenza n. 11545/2012, che pure opera la affermata estensione della applicazione dell'art. 348 c.p., ha una portata e può ad essa essere riconosciuto un significato obiettivamente ancor più ampio, con ricadute però da leggersi esclusivamente in termini di tutela, tout court, del ruolo e delle funzioni delle professioni regolamentate. Ciò peraltro nell'ambito di un filone giurisprudenziale non sconosciuto alla Corte, non a caso più volte richiamato dalla stessa Corte nell'occasione.
Le Sezioni unite tentano di risolvere il conflitto giurisprudenziale insorto in relazione alla interpretazione dell'art. 348 c.p., che punisce «chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato».
Nel testo sottolineato si rinviene la chiave risolutiva della determinazione dei confini del reato di esercizio abusivo di una professione, e la giustificazione della soluzione adottata dalla Corte con la sentenza de quo, superando la diatriba, talvolta speciosa, tra atti attribuiti in via esclusiva ad una particolare professione, ed atti «relativamente liberi», non attribuibili con la stessa riserva di legge.
La Cassazione conclude nel senso di tutelare in ogni caso dall'esercizio abusivo anche questa ulteriore sottocategoria, quando a compiere tale tipo di atti sia un soggetto abusivo in quanto sprovvisto di qualsivoglia abilitazione legale.
Questa del 23 marzo 2012 è una sentenza comunque complessa, che investe – muovendo dal campo penale – l'alveo civilistico della regolamentazione dei rapporti professionali, con ulteriori distinguo conseguenti ai rilievi connessi a quest'ultimo particolare ambito. È però fondamenta di argini invalicabili talvolta reclamati da una particolare professione rispetto ad altra affine o con adempimenti e compiti comunque contigui, non può essere questa la chiave di lettura – obiettiva – che emerge dalla pronuncia, dalla quale è possibile in realtà ricavare, a conferma della portata del principio espresso nella massima premessa, quanto di seguito.
La questione concreta da cui è scaturita la rimessione del ricorso alle Sezioni unite è «se le condotte di tenuta della contabilità aziendale, redazione delle dichiarazioni fiscali ed effettuazione dei relativi pagamenti integrino il reato di esercizio abusivo della professione di ragioniere, perito commerciale o dottore commercialista, se svolte – da chi non sia iscritto al relativo albo professionale – in modo continuativo, organizzato e retribuito».
Essa, peraltro, ne sottende un'altra, di carattere più generale, che attiene all'ambito applicativo della norma dell'art. 348 cod. pen., in riferimento in particolare al contrasto sulla delimitazione o meno di esso ai soli «atti» attribuiti in via esclusiva a una data professione.
La norma incriminatrice dell'art. 348 cod. pen., che punisce chi «abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato», trova la propria ratio nella necessità di tutelare l'Interesse generale, di pertinenza della pubblica amministrazione, a che determinate professioni, richiedenti particolari requisiti di probità e competenza tecnica, vengano esercitate soltanto da chi, avendo conseguito una speciale abilitazione amministrativa, risulti in possesso delle qualità morali e culturali richieste dalla legge (in tal senso, testualmente, sez. 6, n. 1207 del 15/11/1982, dep. 1985, Rossi, Rv. 167698). Il titolare dell'interesse protetto è, quindi, soltanto lo Stato, e l'eventuale consenso del privato destinatario della prestazione professionale abusiva non può avere valore scriminante. In buona sostanza, questa la portata che in conclusione può essere assegnata alla sentenza in discorso: ampiezza applicativa dell'art. 348 c.p., ma strettamente destinata a tutelare gli interessi sottesi che lo Stato persegue con la norma medesima contro l'esercizio abusivo dell'attività professionale da parte di chi è privo di qualsiasi tipo di abilitazione. Questi i termini del rilievo penale della fattispecie. E ciò senza che le intenzioni della Corte possano essere malintese nel senso di assegnare loro chiavi di lettura che finiscano per privilegiare una particolare categoria professionale, in relazione ad una determinata tipologia di atti, rispetto ad altra categoria regolamentata e di pari dignità.
In data 23 marzo 2012, è stata depositata la sentenza n. 11545/12 da parte delle Sezioni Unite penali della Corte di cassazione. Tale sentenza è destinata a diventare il caposaldo di qualsivoglia futura interpretazione circa la legittimità della professione del consulente tributario in relazione a quelle del dottore commercialista e dell'esperto contabile. Con riferimento infatti all'esercizio abusivo della professione di cui all'art. 348 c.p., i giudici di legittimità hanno disposto il seguente principio di diritto: «Concreta esercizio abusivo di una professione, punibile a norma dell'art. 348 cod.pen., non solo il compimento senza titolo, anche se posto in essere occasionalmente e gratuitamente, di atti da ritenere attribuiti in via esclusiva a una determinata professione, ma anche il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti in via esclusiva, siano univocamente individuati come competenza specifica di una data professione, allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali, per continuatività, onerosità e (almeno minimale) organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un'attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato». Le Sezioni Unite penali, dopo avere esaustivamente analizzato la fattispecie di reato in parola e avere richiamato la corposa giurisprudenza della stessa Corte e di quella Costituzionale (viene più volte citata la nota sentenza della Consulta n. 418 del 1996 che espressamente aveva ritenuto l'attività del dottore commercialista e del ragioniere non riservata in via esclusiva), hanno in buona sostanza stabilito che: 1) le materie che la legge attribuisce ai dottori commercialisti e agli esperti contabili non sono riservate loro in via esclusiva, ma sono semplicemente individuate come di competenza specifica; 2) i consulenti tributari possono dunque legittimamente svolgere la professione in maniera continuativa, organizzata e remunerata; 3) considerato però che la professione di dottore commercialista e di esperto contabile è ritenuta protetta dalla legge e sottoposta al controllo dell'Ordine di appartenenza, coloro che svolgono l'attività di consulente tributario (rectius: consulenza aziendale e fiscale, tenuta delle contabilità, redazione dei bilanci, dichiarazioni fiscali ecc.) debbono sempre evidenziare che operano in forza di titoli diversi dall'abilitazione professionale, anche per esperienza personale comunque acquisita. La sentenza, mettendo fine a una vicenda oramai annosa, a ben vedere, fa piazza pulita di tutte le pregresse e strumentali tesi susseguitesi nel tempo, secondo cui i tributaristi avrebbero esercitato la propria attività illecitamente, e vieppiù conferma il diritto di altri liberi professionisti (e dunque in primis dei cosiddetti tributaristi, quali soggetti differenti da quelli abilitati) di occuparsi delle materie contabili. Tuttavia viene messa in rilievo l'esigenza dello stato di tutelare la buona fede dei potenziali clienti, i quali debbono essere informati sull'effettiva qualifica del professionista. Considerata la vicenda di partenza esaminata dalla Corte (l'imputato si spacciava per dottore commercialista, non essendolo) e i principi di tassatività e tipicità che sorreggono l'illecito penale, si può ritenere che l'affidamento del terzo (e dunque l'interesse protetto dallo stato con la disciplina degli Ordini) venga garantito dal momento in cui il professionista non iscritto all'Albo, espliciti di essere consulente tributario magari annotando di essere registrato nell'elenco di un'associazione di categoria e quindi di esercitare in base a titoli diversi dall'abilitazione professionale (per esempio, diploma di ragioniere o perito commerciale). Nella logica delineata dalla Suprema Corte, infatti, può ritenersi opportuno se non addirittura capitale che il tributarista vanti l'appartenenza a un'associazione di categoria, laddove è noto per esempio come l'Ancot - Associazione nazionale consulenti tributari, sia in grado di offrire non solo la necessaria caratterizzazione, onde venisse indicata dal singolo professionista quale proprio soggetto sindacale di riferimento, ma altresì la garanzia di far operare i propri affiliati nella massima correttezza e trasparenza, avendo sempre sposato l'indirizzo di non insinuare mai nella potenziale clientela l'erroneo convincimento di avere fra le sue fila iscritti all'Albo di cui al dlgs 139/05.
Testo sentenza: http://www.cortedicassazione.it/Documenti/11545_03_12.pdf
Tribunale di Napoli, sez. lav., ord. 12.3.2012 - Diritto all'ausilio non previsto dal nomenclatore per il disabile
Il principio del "non si può rifiutare un ausilio per motivi di bilancio" è stato posto in essere dall'Ordinanza del Tribunale di Napoli del 12.3.2012..
La statuizione è completata con l'affermazione per cui è un diritto costituzionalmente garantito come la salute e non può essere affievolito o violato solo sulla base di motivazioni legate ai tagli della spesa pubblica, anche in un momento così delicato come quello che l'Italia sta attraversando.
L'ordinanza ha riconosciuto il diritto di un cittadino con disabilità ad ottenere un ausilio non previsto dal Nomenclatore Tariffario, ma dimostrato come necessario, per il miglioramento della sua salute, tramite certificazione medica. E ciò anche contro il diniego dell'ASL, motivato per ragioni di tagli al bilancio.
Al di là della possibile discussione sull'efficacia e l'appropriatezza dell'ausilio oggetto della decisione, quel che conta, in tale provvedimento, è il principio affermato stabilmente dalla Corte costituzionale e applicato anche dai Tribunali, secondo cui un diritto costituzionalmente garantito come la salute non può essere affievolito o violato solo sulla base di motivazioni legate ai tagli della spesa pubblica, anche in un momento così delicato come quello che l'Italia sta attraversando.
Questa, testualmente, è la Massima contenuta nell'Ordinanza di cui si parla: «Il diritto alla salute rappresenta un valore preminente rispetto a qualunque interesse di contenimento della spesa pubblica, interesse tutelato dalla predisposizione di specifici elenchi di farmaci e di presìdi che lo Stato eroga a totale suo carico. Conseguentemente, sussiste il pieno diritto alla somministrazione di un presidio che, sebbene non inserito nel nomenclatore allegato al regolamento approvato con d.m. 332/1999, costituisca l'unico mezzo per salvaguardare il bene salute del cittadino.
FORUM SULLA NON AUTOSUFFICIENZA La non autosufficienza vista da sud - Bari 18-19 aprile 2012
FORUM SULLA NON AUTOSUFFICIENZALa non autosufficienza vista da sud
Bari 18-19 aprile 2012
Centro Congressi Villa Romanazzi
Bari 18-19 aprile 2012
Centro Congressi Villa Romanazzi
Se crescono le diseguaglianze, diminuiscono diritti e dignità, salute e coesione sociale. Come reagire?
Al Forum sulla Non Autosufficienza di novembre a Bologna ci siamo chiesti cosa succede allo Stato sociale italiano in un momento di crisi: abbiamo quindi parlato di diseguaglianze, di povertà, dell’impegno delle donne e degli anziani e disabili non autosufficienti. Dopo la manovra economica, che prescindendo dal giudizio su scelte e contenuti, aumenta le diseguaglianze, ci interroghiamo ora sulle ripercussioni non solo economiche che innesta l’allargarsi delle forbice tra i pochi che hanno tanto e i molti, in aumento, che retrocedono verso la povertà.
Le diseguaglianze economiche si riflettono sulla salute, sull’istruzione, sulla cultura, sulla coesione sociale, sull’identità e sulla dignità del singolo e della comunità di appartenenza. Gli anziani non autosufficienti prima degli altri rinunceranno a quegli interventi psicologici, socializzanti e includenti, non farmacologici o se tali, non garantiti dal SSN, che però significano prevenzione, qualità di vita, e quindi anche salute. Il 2012 è l’Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarieta' tra le generazioni, ma crisi e scelte politiche non paiono andare in questa direzione. Il Forum di Bologna era una foto della realtà, il Forum di Bari è uno sguar do al futuro, cercando, anche in questa occasione, di offrire spunti e riflessione e buone prassi, partendo proprio dalla realtà meridionale.
Al Forum di Bari ci sarà anche l'occasione di rammentare la situazione europea che coinvolge il settore sociale: a tal proposito, l’Unione Europea ha proclamato il 2012 Anno europeo dell'invecchiamento attivo e delle solidarietà tra le generazioni. L’anno sarà l’occasione per sostenere gli sforzi degli Stati membri, delle autorità regionali e locali, delle parti sociali e della società civile per promuovere l'invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni e sfruttare maggiormente il potenziale delle generazioni del baby-boom. Obiettivo dell’Anno è la promozione di una cultura dell'invecchiamento attivo che valorizzi l'utile contributo degli anziani alla società e all'economia, favorendo opportune condizioni di lavoro, di partecipazione alla vita sociale e di vita sana ed indipendente. In tale quadro, la solidarietà e la cooperazione tra le generazioni rappresenta un elemento trasversale che sottende le azioni e le attività di sensibilizzazione sul tema.
Il 2012 inoltre sarà l'anno della revisione dell'ISEE che, in un momento di crisi in territori in cui l'assistenza previdenziale è una componente di reddito famigliare molto spesso cruciale, il Forum non mancherà di sollevare polemiche da parte delle Associazioni mentre molto favorevoli all'iniziativa sono i Comuni; sarà anche l'occasione in cui si comprenderà come il Fondo sanitario nazionale e la spesa sociale si incrociano per assicurare (oppure no?!) i livelli essenziali socio-sanitari per i non-autosufficienti.
Per info:
www.nonautosufficienza.it
www.nonautosufficienza.it
Contatti:
Segreteria Organizzativa
Maggioli Editore
tel 0541/628784 • fax 0541/628768
ncarrera@maggioli.it
Segreteria Organizzativa
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martedì 17 aprile 2012
Journal of Social Work Values & Ethics, Spring 2012
Editorial: Clinical Social Workers and 9/11 – a survey update
Editorial by Steve Marson and Judi Haberkorn
Ethical Consequences of Using Social Network Sites for Students in Professional Social Work Programs
Rebecca G. Judd Ph.D., LMSW-IPR & Lon B. Johnston, Ph.D., LCSW
Human Trafficking and the Haitian Child Abduction Attempt: Policy Analysis and Implications for Social Workers and NASW
Nicole Footen Bromfield, Ph.D., MSW & Karen Smith Rotabi, Ph.D., MSW, MPH
You want me to do what? Ethical practice within interdisciplinary collaborations
Portia L. Cole, Ph.D.
Ethics and On-Line Research Methodology
Mary R. Weeden, MSW, Ph.D. Candidate
Ethics Education from a Social Constructionist View
Kevin Geraghty
Book Reviews
Kelly, D.C., Howe-Barksdale S., Gitelson, D. (Eds.). Treating young veterans: Promoting resilience through practice and advocacy. New York, NY: Springer.
Reviewed by Robert S. McDonnell, MPA
Embarrassed to be White!
The Black History of the White House and Elizabeth and Hazel: Two Women of Little Rock
Reviewed by Steven M. Marson, Ph.D., Editor
Israel, Andrew B.(2010). Using the Law: Practical Decision Making in Mental Health. Chicago, IL: Lyceum Books.
Reviewed by Jessica N. Godsey, JD, MCJ
mercoledì 11 aprile 2012
PSS newsletter del 11 aprile 2012 - Prospettive Sociali e Sanitarie
Anteprima n. 4 - aprile 2012
Il decreto sull’ISEE, un’opportunità per la riforma
I punti unici di accesso in Toscana
Cure primarie: metodologie e strumenti di gestione
Mal-trattamento psicologico dell’anziano accudito
Un Reddito di autonomia in Lombardia
I punti unici di accesso in Toscana
Cure primarie: metodologie e strumenti di gestione
Mal-trattamento psicologico dell’anziano accudito
Un Reddito di autonomia in Lombardia
Gli articoli
- Editoriale
- Il decreto sull’ISEE, un’opportunità per la riforma
- E. Ranci Ortigosa
- Welfare
- “Cresce il welfare, cresce l’Italia” e oltre
- E. Ranci Ortigosa
- Servizi sociali
- I Punti unici di accesso. L’esperienza toscana
- S. Pasquinelli, C. Dessi
- Servizi sanitari
- Cure primarie: metodologie e strumenti di gestione
- C. Scarcella, P. Peduzzi, F. Lonati
- Anziani
- Il mal-trattamento psicologico dell’anziano nel caregiving familiare
- G. Perucci, P. Taccani, D. Zenobio
- Povertà ed emarginazione
- Un Reddito di autonom ia per contrastare la povertà in Lombardia
- R. Lodigiani, E. Riva
- Professioni sociali
- Ascoltare e dialogare con chi lavora e collabora in un’azienda sociale
- D. Chinello, G. Maino
- Integrazione sociosanitaria
- ADI: realtà consolidata in un Distretto sociosanitario calabrese
- A. Colesanti, E. L. Pulitanò
- Notizie
- Accadde domani
- G. Rusmini
Gli appuntamenti di aprile
Segnaliamo qui di seguito una selezione degli appuntamenti di aprile-maggio:
- Associazione Amalo, incontro “I gruppi di Auto Mutuo Aiuto in Lombardia: mappatura e buoni prassi”, Milano, 17 aprile, Sala dei Cinquecento, Palazzo Lombardia. Informazioni: info@amalo.it - n.verde 800.135437
- Centro Studi Ipsser, corso di formazione e aggiornamento: “Il minore nelle relazioni familiari complesse”, Bologna, 3, 10, 17, 24 maggio, Istituto Veritas Splendor, Via Riva di Reno 57. Iscrizioni entro il 20/04/2012.Informazioni: Tel./Fax 051/227200 - ipsser@libero.it
- Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università degli Studi di Trento, Master universitario di I livello in "Metodologie di intervento educativo in contesti specifici e territoriali”, Rovereto, a partire dal 18 maggio. Scadenza bando di ammissione: 7 maggio. Informazioni: Tel. 0464.808448 -micaela.rapetti@unitn.it
- Gruppo Solidarietà, Seminari di approfondimento: "Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, le politiche, i servizi", Jesi, 20 aprile, 18 maggio, sala II Circoscrizione, via san Francesco. Iscrizioni rispettivamente entro il 13 aprile e 10 maggio. Informazioni: Tel 0731.703327 - grusol@grusol.it
- Slo, Galdus, workshop "L’aula più stretta del mondo. Il carcere forma: suggestioni, spunti, riflessioni, nodi per responsabili di persone e risorse”,Milano, 22-23 maggio. Informazioni: Tel. 02.86454964 - info@slosrl.it
Per maggiori dettagli sugli appuntamenti, visita anche il sito di PSS
Notizie
Un asilo nido per ogni bambino – Area del Mezzogiorno
La Fondazione “aiutare i bambini” e la Fondazione "Con il Sud", promuovono il Bando “Un asilo nido per ogni bambino - Area del Mezzogiorno”, per selezionare 8 asili nido o spazi gioco da sostenere nelle seguenti Regioni del Sud Italia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia. La scadenza per la presentazione delle domande è il 30 aprile 2012. Informazioni: Tel. 02.36576351 - progetti.italia@aiutareibambini.it - Consulta il bando/presenta la domanda
Call for papers
Sipco, 9° Convegno Nazionale della Società Italiana di Psicologia di Comunità: “Rilanciare i legami sociali, attivare partecipazione, promuovere cambiamento”, Milano, dal 27 al 29 Settembre, Università Cattolica. Invio delle proposte di contributi entro il 30.04.2012 - Informazioni: info@sipcomilano2012.com
giovedì 5 aprile 2012
Quale medicina cura?, Convegno a cura del Gruppo Abele, Università degli studi di Bergamo e movimento Slow Medicine, 20 e 21 aprile 2012
E’ un convegno sulla cura che si terrà a fine Aprile, in un luogo molto suggestivo, sopra Torino.
E’ organizzato come Università degli Studi di Bergamo con il Gruppo Abele e il movimento Slow Medicine. L’idea è che si possano far incontrare professionisti del mondo della cura, con la voglia di condividere sperimentazioni e di tenersi in contatto, per non sentirsi soli, nello sforzo di migliorarsi e migliorare i servizi, ma anche nel pensare e immaginare nuove e più rispettose strade per la medicina e l’assistenza di oggi.Il convegno è accreditato ECM, ed essenzialmente not for profit, ovviamente.
Il Gruppo Abele vorrebbe offrire questo monastero appena ristrutturato come luogo caldo di incontro e confronto periodico anche sui temi della cura a chi volesse accettare questa provocazione e lasciarsi coinvolgere in una rete di reciproco sostegno e motivazione al cambiamento.
Quale medicina cura?
Il perchè di una domanda
“Quale medicina cura?”. Una domanda trasversale, sofferta, diffusa tra i mondi della cura con le loro professioni che si rendono conto di avere molte sfide in comune e si chiedono come farne un discorso pubblico, ma anche una leva di cambiamento per una medicina giusta, appropriata, sobria, sostenibile. Una domanda segnata dalla crisi finanziaria, ma che rilancia l’urgenza di non ragionare solo in termini finanziari. La crisi non può essere un alibi per non affrontare i problemi, piuttosto un’occasione per ripensare le pratiche della medicina. Mentre abbiamo da difendere, nonostante sprechi e manchevolezze, l’attuale sistema sociosanitario, c’è molto da fare per ripensare quale medicina oggi sia di aiuto in una società attraversata da fenomeni enormi come l’invecchiamento, l’appesantirsi delle sofferenze urbane, l’aumento di bambini e ragazzi con fatiche legate allo sviluppo psicofisico e al loro inserimento socio-educativo, i casi di anoressia o bulimia… Tutti problemi che mettono in gioco professioni e organizzazioni diverse, in quanto non sono delegabili a una sola disciplina e organizzazione. La cura è un evento collettivo, un bene comune che necessita di cooperazione nel pensare e nell’agire qui e ora, in questa situazione e contesto. Per farlo le professioni e i mondi organizzativi del socio-sanitario e del sociale sono chiamati a “sospendere” le loro appartenenze professionali e i loro atteggiamenti difensivi entro protocolli e mansionari per mettere al centro la domanda di partenza nelle sue diverse declinazioni: come può essere reimmaginata e arricchita la medicina oggi perché sia giusta, appropriata, sobria, sostenibile? E dunque come evitare che la cura diventi un’ulteriore sofferenza per chi vive, come paziente o come familiare, la condizione di vulnerabilità e di malattia? Come, invece, sviluppare interventi che recuperino il significato profondo della dicitura socio-sanitario? Come tutto ciò può divenire risorsa per un nuovo assetto di welfare volto a garantire l’universalità della cura e il coinvolgimento attivo delle persone, anche in un periodo di crisi economica?
Sono interrogativi che sollecitano ad aprirsi a orizzonti sempre meno “dipendenti” dalle necessarie diagnosi, dai protocolli di intervento, dalla specializzazione delle cure, per farsi sempre più protesi verso l’integrazione e la risignificazione degli interventi a fianco del soggetto vulnerabile e della sua famiglia. Come, per fare un passo avanti, costruire percorsi di cura sostenibili e integrati, evitando l’eccesso di cure, ma anche l’abbandono, facilitando scelte consapevoli e adeguate alla realtà di vita della persona e della sua famiglia?
“Quale medicina cura?”. Una domanda trasversale, sofferta, diffusa tra i mondi della cura con le loro professioni che si rendono conto di avere molte sfide in comune e si chiedono come farne un discorso pubblico, ma anche una leva di cambiamento per una medicina giusta, appropriata, sobria, sostenibile. Una domanda segnata dalla crisi finanziaria, ma che rilancia l’urgenza di non ragionare solo in termini finanziari. La crisi non può essere un alibi per non affrontare i problemi, piuttosto un’occasione per ripensare le pratiche della medicina. Mentre abbiamo da difendere, nonostante sprechi e manchevolezze, l’attuale sistema sociosanitario, c’è molto da fare per ripensare quale medicina oggi sia di aiuto in una società attraversata da fenomeni enormi come l’invecchiamento, l’appesantirsi delle sofferenze urbane, l’aumento di bambini e ragazzi con fatiche legate allo sviluppo psicofisico e al loro inserimento socio-educativo, i casi di anoressia o bulimia… Tutti problemi che mettono in gioco professioni e organizzazioni diverse, in quanto non sono delegabili a una sola disciplina e organizzazione. La cura è un evento collettivo, un bene comune che necessita di cooperazione nel pensare e nell’agire qui e ora, in questa situazione e contesto. Per farlo le professioni e i mondi organizzativi del socio-sanitario e del sociale sono chiamati a “sospendere” le loro appartenenze professionali e i loro atteggiamenti difensivi entro protocolli e mansionari per mettere al centro la domanda di partenza nelle sue diverse declinazioni: come può essere reimmaginata e arricchita la medicina oggi perché sia giusta, appropriata, sobria, sostenibile? E dunque come evitare che la cura diventi un’ulteriore sofferenza per chi vive, come paziente o come familiare, la condizione di vulnerabilità e di malattia? Come, invece, sviluppare interventi che recuperino il significato profondo della dicitura socio-sanitario? Come tutto ciò può divenire risorsa per un nuovo assetto di welfare volto a garantire l’universalità della cura e il coinvolgimento attivo delle persone, anche in un periodo di crisi economica?
Sono interrogativi che sollecitano ad aprirsi a orizzonti sempre meno “dipendenti” dalle necessarie diagnosi, dai protocolli di intervento, dalla specializzazione delle cure, per farsi sempre più protesi verso l’integrazione e la risignificazione degli interventi a fianco del soggetto vulnerabile e della sua famiglia. Come, per fare un passo avanti, costruire percorsi di cura sostenibili e integrati, evitando l’eccesso di cure, ma anche l’abbandono, facilitando scelte consapevoli e adeguate alla realtà di vita della persona e della sua famiglia?
L’invito a una ricerca partecipata e sperimentale
Problemi enormi perché coinvolgono cambiamenti a livello di politiche, ma anche, a nostro avviso, un diverso uso (un “buon uso”) delle innumerevoli competenze e risorse esistenti. Gli stessi tagli, se vanno contrastati là dove offendono i diritti delle persone, possono essere letti come un appello improrogabile a generare risorse attraverso cambiamenti che possono alleggerire le sofferenze umane e che, per non pochi versi, dipendono dalle scelte degli operatori, dal loro modo di “esserci” nel servizio, dal loro ripensare le relazioni con le persone e le famiglie, ma anche dai luoghi fisici della cura in modo che siano accoglienti e (perché no?) belli, dal collaborare tra professioni per arricchire la “densità di cura” della medicina.
Per avviare i lavori si è scelto di privilegiare una precisa angolatura da cui vedere i problemi e costruire delle ipotesi di lavoro: la radicale riorganizzazione delle cure primarie. A nostro avviso, il futuro delle politiche sanitarie è nelle cure primarie, sul cui ammodernamento devono concentrarsi gli sforzi dei decisori e dei professionisti. Il momento di particolare difficoltà potrebbe contribuire a superare con forza quegli ostacoli che finora hanno impedito una sostanziale riorganizzazione.
Alla luce di queste considerazioni, la Certosa vuol essere un luogo dove medici e infermieri, pediatri e geriatri, medicina del territorio e medicina ospedaliera, assistenti sociali e psicologi, psichiatri ed educatori possono ricavarsi “momenti di sosta e di pensiero”, con l’intento di attivare nei territori delle sperimentazioni da rielaborare poi insieme. Un percorso partecipato entro cui possono confrontarsi letture, ipotesi politiche e strategie, attenti alla loro trasferibilità sui terri-
tori. Un percorso pertanto sperimentale, alla luce delle ipotesi che si andranno a maturare, che impegna a mettere in atto localmente quei cambiamenti relazionali, fisici e organizzativi che possono avvicinare la medicina ai cittadini.
Problemi enormi perché coinvolgono cambiamenti a livello di politiche, ma anche, a nostro avviso, un diverso uso (un “buon uso”) delle innumerevoli competenze e risorse esistenti. Gli stessi tagli, se vanno contrastati là dove offendono i diritti delle persone, possono essere letti come un appello improrogabile a generare risorse attraverso cambiamenti che possono alleggerire le sofferenze umane e che, per non pochi versi, dipendono dalle scelte degli operatori, dal loro modo di “esserci” nel servizio, dal loro ripensare le relazioni con le persone e le famiglie, ma anche dai luoghi fisici della cura in modo che siano accoglienti e (perché no?) belli, dal collaborare tra professioni per arricchire la “densità di cura” della medicina.
Per avviare i lavori si è scelto di privilegiare una precisa angolatura da cui vedere i problemi e costruire delle ipotesi di lavoro: la radicale riorganizzazione delle cure primarie. A nostro avviso, il futuro delle politiche sanitarie è nelle cure primarie, sul cui ammodernamento devono concentrarsi gli sforzi dei decisori e dei professionisti. Il momento di particolare difficoltà potrebbe contribuire a superare con forza quegli ostacoli che finora hanno impedito una sostanziale riorganizzazione.
Alla luce di queste considerazioni, la Certosa vuol essere un luogo dove medici e infermieri, pediatri e geriatri, medicina del territorio e medicina ospedaliera, assistenti sociali e psicologi, psichiatri ed educatori possono ricavarsi “momenti di sosta e di pensiero”, con l’intento di attivare nei territori delle sperimentazioni da rielaborare poi insieme. Un percorso partecipato entro cui possono confrontarsi letture, ipotesi politiche e strategie, attenti alla loro trasferibilità sui terri-
tori. Un percorso pertanto sperimentale, alla luce delle ipotesi che si andranno a maturare, che impegna a mettere in atto localmente quei cambiamenti relazionali, fisici e organizzativi che possono avvicinare la medicina ai cittadini.
Tre laboratori
Nei lavori preliminari al seminario sono emerse tre aree-problema che sembra importante affrontare nel corso della riflessione e nei laboratori che potrebbero prendere l’ avvio in tale occasione. Altre
potranno emergere fra i partecipanti.
Le cure primarie
La riorganizzazione delle cure primarie è l’orizzonte entro cui collocare l’interrogativo iniziale “Quale medicina cura?” e pertanto è trasversale a tutto il percorso e a tutti i laboratori, ma può anche essere visto come oggetto specifico di riflessione. La prima area si pone quindi l’obiettivo di unificare la figura del medico del territorio, superare il lavoro in solitudine dello stesso, sviluppare la sanità di iniziativa, mettere lo specialista al servizio dei percorsi di diagnosi e cura (anche coinvolgendo i professionisti ospedalieri), individuare punti di riferimento sul territorio che affianchino – e sostituiscano quando possibile – la struttura ospedaliera (strutture di comunità, case della salute,
ecc., aperte tutto il giorno).
La vecchiaia pesante
Una seconda area è quella degli anziani la cui salute con il passare degli anni vede il convergere della medicina di territorio, della medicina ospedaliera, ma anche dell’assistenza sociale e delle reti di prossimità. Come accompagnare gli anziani in un percorso umano per quanto possibile autonomo, attraverso la collaborazione degli stessi anziani e della famiglia, degli operatori professionali e delle reti di prossimità, con gli interrogativi etici ed esistenziali, oltre che sanitari e sociali, che l’invecchiamento porta con sé?
L’infanzia fragile
Una terza area è quella che rimanda all’infanzia fragile, a volte fin dalla nascita, altre volte con problemi di salute che esplodono nell’arco dopo pochi mesi o anni a livello non solo fisico, ma anche emotivo, relazionale, cognitivo. Problemi che non sono confinabili nel mondo
degli specialisti ma chiamano sulla scena la medicina del territorio e quella specialistica, l’assistenza sociale, la scuola, le associazioni, chiedendo loro di uscire dalla logica della suddivisione dei compiti per farsi insieme prossimi alle situazioni.
Nei lavori preliminari al seminario sono emerse tre aree-problema che sembra importante affrontare nel corso della riflessione e nei laboratori che potrebbero prendere l’ avvio in tale occasione. Altre
potranno emergere fra i partecipanti.
Le cure primarie
La riorganizzazione delle cure primarie è l’orizzonte entro cui collocare l’interrogativo iniziale “Quale medicina cura?” e pertanto è trasversale a tutto il percorso e a tutti i laboratori, ma può anche essere visto come oggetto specifico di riflessione. La prima area si pone quindi l’obiettivo di unificare la figura del medico del territorio, superare il lavoro in solitudine dello stesso, sviluppare la sanità di iniziativa, mettere lo specialista al servizio dei percorsi di diagnosi e cura (anche coinvolgendo i professionisti ospedalieri), individuare punti di riferimento sul territorio che affianchino – e sostituiscano quando possibile – la struttura ospedaliera (strutture di comunità, case della salute,
ecc., aperte tutto il giorno).
La vecchiaia pesante
Una seconda area è quella degli anziani la cui salute con il passare degli anni vede il convergere della medicina di territorio, della medicina ospedaliera, ma anche dell’assistenza sociale e delle reti di prossimità. Come accompagnare gli anziani in un percorso umano per quanto possibile autonomo, attraverso la collaborazione degli stessi anziani e della famiglia, degli operatori professionali e delle reti di prossimità, con gli interrogativi etici ed esistenziali, oltre che sanitari e sociali, che l’invecchiamento porta con sé?
L’infanzia fragile
Una terza area è quella che rimanda all’infanzia fragile, a volte fin dalla nascita, altre volte con problemi di salute che esplodono nell’arco dopo pochi mesi o anni a livello non solo fisico, ma anche emotivo, relazionale, cognitivo. Problemi che non sono confinabili nel mondo
degli specialisti ma chiamano sulla scena la medicina del territorio e quella specialistica, l’assistenza sociale, la scuola, le associazioni, chiedendo loro di uscire dalla logica della suddivisione dei compiti per farsi insieme prossimi alle situazioni.
PROGRAMMA
Venerdì 20 aprile 2012 – Ore 9,00-13
Organizzazioni che hanno scelto di uscire dai loro confini per interrogarsi sulla medicina che cura
Lucia Bianco
Venerdì 20 aprile 2012 – Ore 9,00-13
Organizzazioni che hanno scelto di uscire dai loro confini per interrogarsi sulla medicina che cura
Lucia Bianco
DIALOGO SULLA MEDICINA CHE CURA* Tra riconversione delle risorse e micro-innovazioni
Nerina Dirindin
* Per una medicina giusta, appropriata, sobria
Andrea Gardini
* “Esserci” con le persone o sconfiggere malattie?
Ivo Lizzola
* Coordina: Vittorio De Micheli
Nerina Dirindin
* Per una medicina giusta, appropriata, sobria
Andrea Gardini
* “Esserci” con le persone o sconfiggere malattie?
Ivo Lizzola
* Coordina: Vittorio De Micheli
PROSPETTIVE DI LAVORO A PARTIRE DAL “DIALOGO SULLA CURA”
Discussione coordinata da Silvana Quadrino e Marco Zanchi
Ore 14.30-19.00Lavoro in gruppi-laboratorio
Introduce Silvana Quadrino
Il seminario propone tre aree di lavoro partecipato.
* Cure primarie
* Vecchiaia pesante
* Infanzia fragile
Nel corso dei lavori, ogni area terrà presenti quattro interrogativi.
- La delega e la dipendenza nei confronti del sistema sanitario sono un “effetto collaterale” di processi di cura impoveriti e impoverenti?
- La relazione paziente-professionista è oggi substrato portante della cura o semplicemente un atto di compassione asimmetrica?
- Di chi è il problema del riconoscimento e sviluppo delle capacità del paziente per divenire risorsa a se stesso?
- Come la macro sfida dell’integrazione tra sanitario e sociale, può essere una sfida di cui farsi carico nel lavoro quotidiano, con micro esperimenti significativi e sostenibili?
Discussione coordinata da Silvana Quadrino e Marco Zanchi
Ore 14.30-19.00Lavoro in gruppi-laboratorio
Introduce Silvana Quadrino
Il seminario propone tre aree di lavoro partecipato.
* Cure primarie
* Vecchiaia pesante
* Infanzia fragile
Nel corso dei lavori, ogni area terrà presenti quattro interrogativi.
- La delega e la dipendenza nei confronti del sistema sanitario sono un “effetto collaterale” di processi di cura impoveriti e impoverenti?
- La relazione paziente-professionista è oggi substrato portante della cura o semplicemente un atto di compassione asimmetrica?
- Di chi è il problema del riconoscimento e sviluppo delle capacità del paziente per divenire risorsa a se stesso?
- Come la macro sfida dell’integrazione tra sanitario e sociale, può essere una sfida di cui farsi carico nel lavoro quotidiano, con micro esperimenti significativi e sostenibili?
Sabato 21 aprile 2012 – Ore 9.00-14.00
Le cure primarie sul territorio come orizzonte strategico
Da dove ripartire e verso dove incamminarsi?
Serafino Zucchelli
Le cure primarie sul territorio come orizzonte strategico
Da dove ripartire e verso dove incamminarsi?
Serafino Zucchelli
RESTITUZIONE IN PLENARIAdei materiali dei gruppi-laboratorio
Pensare e sviluppare nel territorio una medicina che cura
Le questioni trasversali sollevate dai tre gruppi-laboratorio
Riletture di Leopoldo Grosso, Eleonora Artesio, Giorgio Bert, Nerina Dirindin
Proposte organizzative per una ricerca partecipata
Lucia Bianco e Silvana Quadrino
Intervengono:
Eleonora Artesio – Consigliera Regionale Regione Piemonte
Giorgio Bert – Slow Medicine
Lucia Bianco – Certosa Gruppo Abele
Vittorio De Micheli – ASL Alessandria
Nerina Dirindin – Università di Torino e CORIPE Piemonte
Andrea Gardini – Slow Medicine
Leopoldo Grosso – Gruppo Abele
Ivo Lizzola – Università di Bergamo
Silvana Quadrino – Istituto Change
Marco Zanchi – Università di Bergamo
Serafino Zucchelli – Fondazione Pietro Paci
Pensare e sviluppare nel territorio una medicina che cura
Le questioni trasversali sollevate dai tre gruppi-laboratorio
Riletture di Leopoldo Grosso, Eleonora Artesio, Giorgio Bert, Nerina Dirindin
Proposte organizzative per una ricerca partecipata
Lucia Bianco e Silvana Quadrino
Intervengono:
Eleonora Artesio – Consigliera Regionale Regione Piemonte
Giorgio Bert – Slow Medicine
Lucia Bianco – Certosa Gruppo Abele
Vittorio De Micheli – ASL Alessandria
Nerina Dirindin – Università di Torino e CORIPE Piemonte
Andrea Gardini – Slow Medicine
Leopoldo Grosso – Gruppo Abele
Ivo Lizzola – Università di Bergamo
Silvana Quadrino – Istituto Change
Marco Zanchi – Università di Bergamo
Serafino Zucchelli – Fondazione Pietro Paci
Quota di iscrizione 100 euro. Vitto e alloggio 80 euro. Sono previsti sconti del 20% per giovani sotto i 26 anni.
Per informazioni e prenotazioni:
tel: 011 3841083
fax 011 3841091
cell: 331 5753858
tel: 011 3841083
fax 011 3841091
cell: 331 5753858
martedì 3 aprile 2012
Agenda parlamentare della settimana
Commissione Affari Sociali della Camera
3 aprile
Riconoscimento e disciplina della chiropratica come professione sanitaria primaria e istituzione dell'albo professionale dei chiropratici
4 aprile.
Indagine conoscitiva sugli aspetti sociali e sanitari della dipendenza dal gioco d’azzardo con l’audizione, tra gli altri, di Giovanni Serpelloni, Capo del dipartimento per le politiche antidroga del Ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione.
Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn
Martedì 3 aprile
ore 13,30
Seguito dell'inchiesta su alcuni aspetti della medicina territoriale, con particolare riguardo al funzionamento dei Servizi pubblici per le tossicodipendenze e dei Dipartimenti di salute mentale: audizione di esponenti della Società italiana di Psichiatria democratica.
3 aprile
Riconoscimento e disciplina della chiropratica come professione sanitaria primaria e istituzione dell'albo professionale dei chiropratici
4 aprile.
Indagine conoscitiva sugli aspetti sociali e sanitari della dipendenza dal gioco d’azzardo con l’audizione, tra gli altri, di Giovanni Serpelloni, Capo del dipartimento per le politiche antidroga del Ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione.
Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn
Martedì 3 aprile
ore 13,30
Seguito dell'inchiesta su alcuni aspetti della medicina territoriale, con particolare riguardo al funzionamento dei Servizi pubblici per le tossicodipendenze e dei Dipartimenti di salute mentale: audizione di esponenti della Società italiana di Psichiatria democratica.
domenica 1 aprile 2012
Appunti sulle politiche sociali n. 2/2012 – Sommario
Appunti sulle politiche sociali n. 2/2012 – Sommario
Pubblicato: 30 marzo 2012
Pubblicato: 30 marzo 2012
Sommario n. 2/2012 -Appunti sulle politiche sociali
www.grusol.it/appunti.asp
www.grusol.it/appunti.asp
Cecilia Marchisio, Natascia Curto, Welfare, protezione sociale e scenario culturale: alcuni spunti da cui ripartire
Il rapporto tra welfare e crescita deve essere rivisto. Troppo spesso si sostiene che sia necessaria la crescita per potersi permettere un buon welfare; al contrario, il welfare è un investimento che non deve dipendere dalla crescita ma che le è funzionale. Un welfare finalizzato al benessere non solo dei più fragili, ma di tutte le persone e quindi realmente ed efficacemente inclusivo
Il rapporto tra welfare e crescita deve essere rivisto. Troppo spesso si sostiene che sia necessaria la crescita per potersi permettere un buon welfare; al contrario, il welfare è un investimento che non deve dipendere dalla crescita ma che le è funzionale. Un welfare finalizzato al benessere non solo dei più fragili, ma di tutte le persone e quindi realmente ed efficacemente inclusivo
Fabio Ragaini, Disabilità, età, reddito e servizi
Le interessanti riflessioni e lo stimolante dibattito comparso sul sito www.superando.it sui temi della “gravità” (grave/gravissimo) e dell’accesso ai servizi sulla base delle disponibilità economiche degli utenti, spingono a riprendere alcuni di questi temi nella consapevolezza della grandissima varietà di situazioni a livello nazionale riguardante l’offerta dei servizi territoriali - http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2783
Le interessanti riflessioni e lo stimolante dibattito comparso sul sito www.superando.it sui temi della “gravità” (grave/gravissimo) e dell’accesso ai servizi sulla base delle disponibilità economiche degli utenti, spingono a riprendere alcuni di questi temi nella consapevolezza della grandissima varietà di situazioni a livello nazionale riguardante l’offerta dei servizi territoriali - http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2783
Massimiliano Gioncada, Il punto sulla contribuzione degli utenti nei servizi sociali e socio sanitari
I criteri di contribuzione degli utenti nei servizi, è uno dei temi che ha determinato negli ultimi anni forti tensioni tra Comuni, utenti ed associazioni. Conflitti che hanno determinato sempre più frequenti ricorsi alla magistratura. Si aggiunga che la revisione dell’Isee è prevista anche nella legge “Salva Italia”. Facciamo il punto sul tema con Massimiliano Gioncada autore di una recente pubblicazione sul tema
Andrea Canevaro, Persone con disabilità. Percorsi di inclusione
L’educazione inclusiva vuole innovare riferendosi a un individuo sociale. Questa narrazione riguarda la scuola, il lavoro, i servizi. L’educazione inclusiva deve attingere dal passato, compresa la sua origine dovuta ad un amore ancillare. Ma deve innovare senza nostalgie di un passato che non tornerà. Ha il dovere di essere appassionata di futuro, incontrando e lavorando con tutti coloro che sono appassionati di futuro - http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2813
L’educazione inclusiva vuole innovare riferendosi a un individuo sociale. Questa narrazione riguarda la scuola, il lavoro, i servizi. L’educazione inclusiva deve attingere dal passato, compresa la sua origine dovuta ad un amore ancillare. Ma deve innovare senza nostalgie di un passato che non tornerà. Ha il dovere di essere appassionata di futuro, incontrando e lavorando con tutti coloro che sono appassionati di futuro - http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2813
Lucio Cottini, Invecchiamento e disabilità intellettiva: analisi e prospettive
Il contesto socio-educativo e riabilitativo italiano ha ancora poca familiarità con le prassi abilitative basate sul costrutto di qualità della vita. Di conseguenza, ciò che spesso si verifica nei genitori e negli operatori è uno “slittamento degli standard” e una conseguente riduzione delle aspettative. In realtà, il minor bisogno di sostegno è una riduzione nelle attese di vita autonoma nei loro confronti e questo, chiaramente, non aiuta la ricerca di risposte adeguate a livello educativo
Il contesto socio-educativo e riabilitativo italiano ha ancora poca familiarità con le prassi abilitative basate sul costrutto di qualità della vita. Di conseguenza, ciò che spesso si verifica nei genitori e negli operatori è uno “slittamento degli standard” e una conseguente riduzione delle aspettative. In realtà, il minor bisogno di sostegno è una riduzione nelle attese di vita autonoma nei loro confronti e questo, chiaramente, non aiuta la ricerca di risposte adeguate a livello educativo
Franco Rotelli, Ospedali psichiatrici giudiziari. Dieci domande sulla nuova legge
La legge 9/2012 ha previsto la definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici giudiziari entro il marzo 2013. Il contenuto della norma ha aperto un ampio dibattito sulla possibilità che dalla chiusura degli OPG possano nascere dei micro Opg in ogni regione. Le domande che di seguito riportiamo affrontano i temi del dibattito in corso
La legge 9/2012 ha previsto la definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici giudiziari entro il marzo 2013. Il contenuto della norma ha aperto un ampio dibattito sulla possibilità che dalla chiusura degli OPG possano nascere dei micro Opg in ogni regione. Le domande che di seguito riportiamo affrontano i temi del dibattito in corso
Fondazione promozione sociale, Petizione nazionale per il finanziamento dei Lea. Continua la raccolta di firme
Il 1° marzo 2012 sono state consegnate alla Camera dei Deputati e al Senato, nonché ai Ministri della sanità Renato Balduzzi e del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero le prime 11.455 firme di cittadini elettori e le 40 adesioni finora sottoscritte da personalità e da organizzazioni pubbliche e private riguardanti la Petizione popolare nazionale per il finanziamento dei Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria -http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2619
Il 1° marzo 2012 sono state consegnate alla Camera dei Deputati e al Senato, nonché ai Ministri della sanità Renato Balduzzi e del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero le prime 11.455 firme di cittadini elettori e le 40 adesioni finora sottoscritte da personalità e da organizzazioni pubbliche e private riguardanti la Petizione popolare nazionale per il finanziamento dei Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria -http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2619
Segnalazioni librarie. Novità editoriali, http://www.grusol.it/apriAcquisizioni.asp
- Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, le politiche, i servizi,http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2709
marzo -maggio 2012
- Riordino sociale nelle Marche. Punti irrinunciabili della riforma,http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2703
- La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche,www.grusol.it/pubblica.asp
- Riordino sociale nelle Marche. Punti irrinunciabili della riforma,http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2703
- La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche,www.grusol.it/pubblica.asp
Vedi gli ultimi numeri
n. 1-2012, http://www.grusol.it/appunti/a196.asp
n. 6/2011 - http://www.grusol.it/appunti/a195.asp
n. 5-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a194.asp
n. 3/4-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a193.asp
n. 2-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a192.asp
n. 1-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a191.asp
n. 1-2012, http://www.grusol.it/appunti/a196.asp
n. 6/2011 - http://www.grusol.it/appunti/a195.asp
n. 5-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a194.asp
n. 3/4-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a193.asp
n. 2-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a192.asp
n. 1-2011 - http://www.grusol.it/appunti/a191.asp
Per ricevere la rivista: Abbonamento: privati € 20.00, enti pubblici € 25.00, per sei numeri di 32 pagine; su ccp 10878601 intestato a Gruppo Solidarietà, Via Calcinaro 15, 60031 Castelplanio. L’abbonamento decorre dal primo numero successivo all’abbonamento.Per informazioni: Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel e fax 0731.703327, e-mail: grusol@grusol.it, sito internet: www.grusol.it
martedì 27 marzo 2012
Jesi - Convegno teorie per il superamento del dolore nei bambini traumatizzati
L’Associazione Oikos ONLUS di Jesi – che si occupa dal 1990 di tossicodipendenti e dal 1998 di bambini che non possono contare sulla famiglia di origine e mamme che vivono con difficoltà la loro maternità - con il patrocinio del Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) organizza un convegno dal titolo: "Una pietra sopra il dolore del bambino?" presso la Sala Convegni della Fondazione Colocci in Jesi, Vicolo Angeloni n. 3, dalle ore 9.00 alle 13.00 di venerdì 30 marzo.
L’esigenza di organizzare il convegno nasce dalla consapevolezza, da parte degli esperti del settore minori, del disagio sempre maggiore che vivono i bambini a causa di maltrattamenti e abusi. Le conoscenze teoriche più avanzate permettono una valutazione sempre più precisa della complessità dei problemi del bambino maltrattato, che porta a scegliere il tipo di intervento più appropriato per ogni problematica.
Infatti, se l’azione violenta sul bambino è certamente lesiva, la negazione lo è ancor di più ed il trauma è dato dal silenzio che lo circonda, dalla solitudine comunicativa a cui costringe chi ne porta il peso. Troppo spesso il contesto ambientale, familiare e sociale è indisponibile all’ascolto del disagio e della sofferenza, soprattutto dei più piccoli.
I vari relatori proveranno così a sviscerare le varie tematiche che si devono affrontare per riuscire ad aiutare proficuamente un bambino maltrattato od abusato, in modo da ricostruire la sua storia personale pur se dolorosa e dare un senso alla sua evoluzione.
L’intervento conclusivo da parte del Dott. Brocchini, Responsabile Area Dipendenze Patologiche dell’Oikos, vuole dimostrare che è indispensabile intervenire prima possibile in maniera adeguata, visto che una parte dei ragazzi ospiti delle nostre comunità hanno affrontato un’infanzia difficile senza essere aiutati in modo appropriato.
Ad aprire il convegno sarà il Presidente dell’Associazione don Giuliano Fiorentini, di seguito i saluti delle autorità.
Il primo intervento – dal titolo “Contrastare la violenza all’infanzia: il contributo del Cismai nella nostra Regione” - è a cura della Dott.ssa Albarosa Talevi, Presidente dell’Associazione Onlus “La voce dei bambini” e referente Cismai Marche ed Umbria.
In seguito prenderà la parola il Dott. Ugo Pastore, procuratore della Repubblica Tribunale per i Minori di Bologna.
Continuerà il Prof. Italo Tanoni, Garante per il rispetto dei diritti degli adulti e dei bambini illustrando l’Autorità di garanzia e le comunità di accoglienza nelle Marche.
Poi, il Dott. Claudio Foti, Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore Scientifico Centro Studi Hansel e Gretel Onlus di Torino affronterà il tema “Come sollevare i macigni sulla sofferenza dei bambini?”
Prenderà in seguito la parola la Dott.ssa Evelyn Ramonda, Psicoterapeuta sempre del Centro Studi Hansel e Gretel Onlus di Torino, parlando di “Cosa insegnano i soggetti traumatizzati?”
Infine, il Dott. Lorenzo Brocchini, Responsabile Area Dipendenze Patologiche dell’Oikos, concluderà il Convegno con l’intervento “Interrompere la catena del trauma”.
Infatti, se l’azione violenta sul bambino è certamente lesiva, la negazione lo è ancor di più ed il trauma è dato dal silenzio che lo circonda, dalla solitudine comunicativa a cui costringe chi ne porta il peso. Troppo spesso il contesto ambientale, familiare e sociale è indisponibile all’ascolto del disagio e della sofferenza, soprattutto dei più piccoli.
I vari relatori proveranno così a sviscerare le varie tematiche che si devono affrontare per riuscire ad aiutare proficuamente un bambino maltrattato od abusato, in modo da ricostruire la sua storia personale pur se dolorosa e dare un senso alla sua evoluzione.
L’intervento conclusivo da parte del Dott. Brocchini, Responsabile Area Dipendenze Patologiche dell’Oikos, vuole dimostrare che è indispensabile intervenire prima possibile in maniera adeguata, visto che una parte dei ragazzi ospiti delle nostre comunità hanno affrontato un’infanzia difficile senza essere aiutati in modo appropriato.
Ad aprire il convegno sarà il Presidente dell’Associazione don Giuliano Fiorentini, di seguito i saluti delle autorità.
Il primo intervento – dal titolo “Contrastare la violenza all’infanzia: il contributo del Cismai nella nostra Regione” - è a cura della Dott.ssa Albarosa Talevi, Presidente dell’Associazione Onlus “La voce dei bambini” e referente Cismai Marche ed Umbria.
In seguito prenderà la parola il Dott. Ugo Pastore, procuratore della Repubblica Tribunale per i Minori di Bologna.
Continuerà il Prof. Italo Tanoni, Garante per il rispetto dei diritti degli adulti e dei bambini illustrando l’Autorità di garanzia e le comunità di accoglienza nelle Marche.
Poi, il Dott. Claudio Foti, Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore Scientifico Centro Studi Hansel e Gretel Onlus di Torino affronterà il tema “Come sollevare i macigni sulla sofferenza dei bambini?”
Prenderà in seguito la parola la Dott.ssa Evelyn Ramonda, Psicoterapeuta sempre del Centro Studi Hansel e Gretel Onlus di Torino, parlando di “Cosa insegnano i soggetti traumatizzati?”
Infine, il Dott. Lorenzo Brocchini, Responsabile Area Dipendenze Patologiche dell’Oikos, concluderà il Convegno con l’intervento “Interrompere la catena del trauma”.
Dipendenza da Internet
NUOVE FONTI
http://www.dipendenzadainternet.com/
Il sito affronta il tema della dipendenza da internet nelle sue diverse
forme: dipendenza da netgaming, dipendenza dai social network,
dipendenza da gambling on-line, dipendenza dalla pornografia online.
Seminario su problematiche teoriche e pratiche della responsabilità medica in mediazione
Organizzato dall’Istituto Nazionale Telematico, ente di formazione accreditato dal Ministero della Giustizia, e patrocinato dal Comune di Battaglia Terme.
Nuovo appuntamento con il tema della mediazione obbligatoria: giovedì 29 marzo 2012, dalle 15.00 alle 18.00, si terrà un seminario formativo organizzato dall’Istituto Nazionale Telematico di Battaglia Terme (PD) in collaborazione con l’Amministrazione comunale.
Saranno affrontate le problematiche teoriche e pratiche della responsabilità medica in mediazione. La sempre maggior consapevolezza e risolutezza del paziente nel difendere i propri diritti di parte lesa, infatti, ha portato negli ultimi anni a un numero esorbitante di denunce di malpractices, andando ad ingolfare un sistema giudiziario già in affanno.
Conformemente allo spirito conciliativo, la mediazione obbligatoria in materia di risarcimento del danno derivante da responsabilità medica (ex d.lgs. 28/2010) mira a sondare le ragioni profonde del conflitto tra paziente e medico, tentando di operare fuori dalla mera logica del rimborso materiale.
Il Dott. Andrea Failoni, amministratore di Quantum Expert srl (Organismo di mediazione specializzato in controversie relative al risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti e da responsabilità medica) e l’Avvocato Daniela Savio, mediatore e formatrice accreditata (nonché Responsabile scientifico dell’Istituto Nazionale Telematico), cercheranno proprio di evidenziare il diverso ruolo assunto dalle parti in tali casi di mediazione.
Per chi non potesse essere presente, il seminario sarà trasmesso in modalità Webinar.
La domanda d’iscrizione, che è possibile effettuare online all’indirizzo www.sapermediare.it, dovrà pervenire entro il 26 marzo 2012.
domenica 25 marzo 2012
Siti Internet di interesse sociale
http://www.socialnews.it
Mensile di promozione sociale
Direttore: Massimiliano Fanni Canelles
Editore @uxilia Onlus
http://mappaterzosettore.ning.com/
Mappa terzo settore
http://www.modavi.it/
Movimento associazioni volontariato italiani
http://www.cismai.org
sui minori
http://www.minori.it/
portale infanzia ed adolescenza
http://fannicanelles.blogspot.it/
tutore pubblico minori
http://www.minoriefamiglia.it/
associazione italiana magistrati minorili
http://www.iismas.it/index.htm
istituto internazionale scienze mediche antropologiche e sociali
Mensile di promozione sociale
Direttore: Massimiliano Fanni Canelles
Editore @uxilia Onlus
http://mappaterzosettore.ning.com/
Mappa terzo settore
http://www.modavi.it/
Movimento associazioni volontariato italiani
http://www.cismai.org
sui minori
http://www.minori.it/
portale infanzia ed adolescenza
http://fannicanelles.blogspot.it/
tutore pubblico minori
http://www.minoriefamiglia.it/
associazione italiana magistrati minorili
http://www.iismas.it/index.htm
istituto internazionale scienze mediche antropologiche e sociali
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