venerdì 27 luglio 2012

Gli assistenti sociali e i cambiamenti del Welfare: percorso di aggiornamento, formazione e sostegno al ruolo: percorso formativo


 Obiettivi del percorso formativo
Per la professione di assistente sociale, stretta tra le continue modifiche del sistema del welfare, la crescente complessità delle problematiche da affrontare e la plurima articolazione degli interventi (tra singoli soggetti, organizzazioni e territorio), la formazione rappresenta una opportunità per accrescere le competenze professionali e promuovere riflessività sul proprio lavoro.
In questo momento storico in cui le condizioni economiche, organizzative  e sociali sono caratterizzate da fluidità e incertezza ci sembra importante strutturare e offrire uno spazio formativo  di  accompagnamento e sostegno al ruolo che abbia un ancoraggio all’esperienza professionale e promuova rielaborazione di capacità, conoscenze e atteggiamenti professionali. 
Per queste ragioni proponiamo, un percorso formativo orientato a:
a)       ripercorrere l’ attuale  crisi economico-finanziaria, delle sue origini ed delle sue  ripercussioni sul versante sociale;
b)       esplorare il ruolo professionale dell’ assistente sociale a fronte del rapido susseguirsi dei cambiamenti di contesto e di evoluzione dei bisogni sociali;
c)       esaminare quali sono le possibili strategie operative  nella relazione con l’utenza singola, con i colleghi e collaboratori, con gli altri livelli istituzionali, con i gruppi e con la comunità;
d)       definire strategia di miglioramento delle proprie prassi professionali coerenti con i nuovi scenari di cambiamento del welfare.

Metodologia
Il percorso,  sarà un’occasione di riflessione e analisi che, partendo dalle situazioni professionali e dalle appartenenze organizzative, consentirà apprendimenti per una efficace costruzione ed implementazione di nuove modalità di lavoro professionale.
Coerentemente con questi intendimenti durante le giornate di aula si alterneranno input teorici a momenti di elaborazione in plenaria ed in sottogruppo, tenendo una costante attenzione all’ appartenenza organizzativa e di ruolo dei corsisti . In particolare sarà articolato in:
a)       incontri di formazione in gruppo. Il percorso sarà articolato in 2 moduli; il primo, di due giornate, sarà dedicato a: “disegnare il welfare di domani”, ovvero a riflettere sui cambiamenti in corso e sulle opzioni-strategie operative per fronteggiarli; il secondo,di 4 giornate, sarà dedicato a “esplorare il ruolo professionale” ovvero a declinare, nelle diverse funzioni di ruolo (aspetti organizzativi, aspetti metodologici, le relazioni con utenti, colleghi, politici, altre istituzioni,rete e comunità)  aspetti specifici, ostacoli ed opportunità per trarne opzioni di comportamento possibili ed efficaci

b)       incontri individuali di accompagnamento e sostegno al ruolo (2 incontri individuali di un ora ciascuno.

Docenti

Il percorso di formazione intervento viene realizzato in collaborazione con IRS- Istituto per la ricerca sociale- Milano che metterà a disposizione  Teresa Bertotti, assistente sociale e sociologa, docente all’università Bicocca ; Ariela Casartelli,  assistente sociale e counsellor professionista, Ugo De Ambrogio, sociologo, vicepresidente Irs e vicedirettore di Prospettive Sociali e Sanitarie già docente all’università Cà Foscari di Venezia e al Politecnico di Milano; Francesca Merlini, formatrice senior, assistente sociale e sociologa, docente all’università cattolica di Brescia.
Responsabile scientifico
Susanna Galli,  responsabile del servizio formazione - Provincia di Milano, giudice onorario Tribunale per i Minorenni di Milano,  segretario  generale dell’Associazione Nazionale Magistrati per i Minori e la Famiglia.

Destinatari e costi
Assistenti sociali. Numero massimo 20. A parziale copertura delle spese organizzative è prevista una quota individuale di Euro 30, da versare al momento della ammissione al corso.

Sede

La sede è la Provincia di Milano, viale Piceno 60, Milano (raggiungibile tramite: passante ferroviario, fermata Dateo; autobus 54, 60, 61, 62; filovia 90, 91, 92).


Modalità e tempi d’iscrizione
E’ possibile iscriversi direttamente online dal sito della formazione www.provincia.milano.it/sociale, o scaricare la scheda dal sito stesso e inviarla via fax allo 02.77403293, entro il 12 settembre  2012

Crediti formativi

Non è previsto l’accreditamento ECM.
È stato richiesto il riconoscimento dei crediti (FCO.AS) validi ai fini della formazione continua degli assistenti sociali.

Attestato di frequenza

L’attestato verrà rilasciato a chi ha raggiunto l’80% del monte ore previsto


Per comunicazioni/informazioni
Coordinatore: Susanna Galli, tel. 02.77403453, e-mail s.galli@provincia.milano.it 
Segreteria     Maria Donatelli, tel. 02.77403135, e-mail mc.donatelli@provincia-milano.it



Periodo di realizzazione e orario

25 settembre 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 – dalle ore 14.00 alle ore 17.30

Disegnare il welfare di domani: la crisi, i tagli agli enti locali e le ripercussioni sul lavoro sociale.   (Ugo De Ambrogio) 

10 ottobre 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 – dalle ore 14.00 alle ore 17.30

Disegnare il welfare di domani: come cambia il ruolo dell’assistente sociale oggi nei suoi diversi ambiti di relazioni: con gli utenti, con la rete, con i colleghi, con il livello politico  .(Francesca Merlini, Ariela Casartelli)

23 ottobre 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 – dalle ore 14.00 alle ore 17.30

Esplorare il ruolo Professionale oggi: nuovi significati del lavoro di rete,  di comunità, di gruppo (Teresa Bertaotti e Francesca Merlini)

 7 novembre 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 – dalle ore 14.00 alle ore 17.30

Esplorare il ruolo professionale oggi: la funzione di coordinamento di interventi e servizi, la gestione delle equipe, progettare interventi e servizi   (Teresa Bertotti e Ariela Casartelli)

22 novembre 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 – dalle ore 14.00 alle ore 17.30

Esplorare il ruolo Professionale oggi: la relazione con il livello politico e i livelli di governance, con l’Asl, con l’Autorità Giudiziaria (Susanna Galli e Ugo De Ambrogio)  

4 dicembre 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 – dalle ore 14.00 alle ore 17.30

Prospettive e scenari per l’assistente sociale nel welfare di domani (Ariela Casartelli e Ugo De Ambrogio)

Gli incontri individuali di accompagnamento e sostegno al ruolo (2 incontri individuali di un ora ciascuno per ogni corsista) verranno programmati in aula.


venerdì 20 luglio 2012

Rassegna giurisprudenziale disabilità

U.S. 1st Circuit Court of Appeals
ADMINISTRATIVE LAW, EDUCATION LAW
Sebastian M. v. King Philip Regional School District, No. 11-1489
In a suit brought pursuant to the Individuals with Disabilities Act (IDEA), which requires that students with disabilities receive a free appropriate public education (FAPE) in the least restrictive environment possible, district court's judgment upholding an administrative hearing officer's determination that plaintiff's parents were not entitled to recover the costs of private education is affirmed, as the district court fulfilled its responsibility to review the administrative record in reviewing the hearing officer's ruling.

Link: http://caselaw.findlaw.com/us-1st-circuit/1606152.html?DCMP=NWL-pro_1st


HEALTH LAW, LABOR & EMPLOYMENT LAW
Henry v. United Bank, No. 11-1666
In plaintiff's suit against her former employer, claiming retaliation in violation of the Family and Medical Leave Act (FMLA), and disability discrimination in violation of Massachusetts law, the magistrate judge's award of summary judgment in favor of the defendant is affirmed as, plaintiff's claims arise from the defendant's decision to terminate employment after plaintiff had exhausted 12 weeks of medical leave

Link: http://caselaw.findlaw.com/us-1st-circuit/1606030.html?DCMP=NWL-pro_1st


"Strana", quella sentenza sulla discriminazione
Si tratta di una recente Sentenza prodotta dal Tribunale Civile di Ravenna, basata su un Regolamento locale, il quale sostanzialmente discrimina gli alunni con disabilità e lo fa presumibilmente per risparmiare sui costi. Vediamo perché quel provvedimento sarebbe facilmente impugnabile, auspicando per altro che sia lo stesso Comune di Ravenna a modificare quel Regolamento

Link commento:http://www.superando.it/2012/07/17/strana-quella-sentenza-sulla-discriminazione/
Link ordinanza: http://www.dirittoscolastico.it/wordpress/wp-content/uploads/Tribunale-di-Ravenna-Ordinanza-del-14-06-12.pdf


Tar Toscana 18.4.2012 - Sostegno disabili
le riduzioni delle ore di sostegno, rispetto a quelle indicate nel PEI (Piano Educativo Individualizzato), sono illegittime, non solo se determinate da problemi di bilancio, ma anche se motivate dalla mancanza delle effettive esigenze. 
Link commento: http://www.superando.it/2012/07/12/un-importante-chiarimento-sul-sostegno/
Link sentenza: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Firenze/Sezione%201/2011/201101767/Provvedimenti/201200763_01.XML


Solo dati essenziali sulla busta con il verbale

Lo ha stabilito il Garante per la Privacy, dopo la segnalazione di un Cittadino che si era visto recapitare da una filiale dell’INPS il verbale di accertamento dell’invalidità civile in un plico su cui era stampato un timbro con dettagli che rendevano esplicita la sua condizione. L’Ente Previdenziale, quindi, ha dovuto adeguare in tal senso le proprie procedure

Considerazioni minime sull'art.1 co.1 Cost. in rapporto al privato sociale

Sollecitato da Colleghi ad una ipotesi di revisione costituzionale, la prima profonda riflessione è sull'art.1 co.1 Cost., dove si racconta che l'Italia è una una Repubblica democratica fondata sul lavoro. 
Senza ricorrere a Metternich, per cui l'Italia è un'espressione geografica, ci sono tre appunti da fare solo su questo comma: 
a) formalmente è una Repubblica, dove non c'è più in realtà la separazione dei poteri e non si conosce più la gerarchia delle fonti. 
Rendo un esempio vicino alle materie che dovrei conoscere. 
Così com'è concepita, la privacy serve per rendere più difficili i rapporti economici, imbrigliando gli aspetti che portano a delle nuove soglie di punibilità, come nel caso dei servizi del privato sociale che coprono aspetti fondamentali in ordine ai servizi nel piano di zona.  
Il fatto che siano nell'ordine contrattuale temporale dell'anno solare, impedisce una seria programmazione degli interventi sociali nel territorio, limitandosi alle situazioni di emergenza.
Il fine insito nelle discipline disegnate dal legislatore europeo e in particolare come l'ha trasposto nel tempo quello italiano, è quello di considerare i cittadini come sudditi. 
I sudditi sono figli di uno Stato assolutista che li considera tutti come malfattori da tassare, tosare e punire. 
Il privato sociale - nonostante i paroloni del legislatore - è considerato con sospetto, in quanto "ruba" competenze al pubblico sociale.  Controllare e punire la fraudolenza è giusto, ma fare come Bonanni (Cisl) [non parliamo poi della Camusso...] che chiede ai lavoratori autonomi sacrifici, che non chiede al lavoratore pubblico, mi lascia pensare.  
La storia della Germania sotto gli Hohenzollern che la hanno governata dal 1410 circa sino alla prima guerra mondiale - in confronto con l'Inghilterra - è stata quella, dal 1370 in avanti, di far emergere una classe nobiliare di campagna, esentasse nonostante producesse in concorrenza con le città, togliendo a queste ultime ogni autonomia, finendo con il deprimere il commercio e le libertà, con tassazioni di rapina. 
Invece l'Inghilterra, pur'essa protestante dopo la c.d. riforma, ha lottato contro il re, ponendogli dei limiti positivi se agiva a favore del popolo, tagliandogli la testa quando governava contro. 
Siamo nella Germania degli Hohenzollern e siamo sudditi. Questo perché l'Unione Europea è fatta dai governi e non dal popolo (Irlanda, Cechia ed Ungheria quanto a referendum docet). 
Di fatto uno Stato e un'Unione Europea che hanno posto parametri economici senza consultare i cittadini e pongono una normativa sulla privacy analoga al principio espresso dall'ObamaCare sull'obbligo di comprare i broccoli senza sapere perché fanno bene, pone la stessa concezione del lavoro che ha la Camusso sul fatto di Pomigliano. 
Uno Stato che non sa gestire le aziende, perché a uno Stato serio ciò non viene richiesto, non sa come funziona l'azienda (neppure i bocconiani lo sanno), ma detta le regole dei banchieri su come gestire un'azienda senza un piano industriale ma con risultati a breve termine. 

b) che sia "democratica" è una parvenza, in quanto - magistrati a parte - la sovranità il governo l'ha ceduta all'UE, la quale è più un'unione di istituzioni che di popoli. 

c) che programmaticamente saremmo fondati sul lavoro, d'accordo. Di fatto il popolo è ostaggio della propria mentalità del favore, raccomandazione, del chiudere un'occhio sul fatto che siamo passati con il rosso, pure in presenza del vigile e che, suvvia non abbiamo neppure più la vergogna di scusarci. 
Sulla delazione. Guardale il sito www.tassa.li e i miei commenti. Poi ditemi. 
Siamo fondati sui diritti quesiti, dove il dovere è quello di moltiplicare le tasse, ma non licenziare gli statali che distruggono la ricchezza. 

Potrei scrivere un trattato sul punto, ma von Mises nella sua critica di Marx era più efficace, ponendo sul tavolo i risvolti economici, giuridici ed etici. 

martedì 17 luglio 2012

Legge spagnola sulla disabilità

L'Amico Alberto Calcagno, avvocato in Genova, si è premurato di segnalarmi che la legge spagnola sulla mediazione civile e commerciale (Ley 5/2012, de 6 de julio, de mediación en asuntos civiles y mercantiles inhttp://www.boe.es/boe/dias/2012/07/07/pdfs/BOE-A-2012-9112.pdf ) prevede alla quarta disposizione finale una norma che mi sembra importantissima: 

Disposición adicional cuarta. Igualdad de oportunidades para las personas con discapacidad.
Los procedimientos de mediación deberán garantizar la igualdad de oportunidades para las personas con discapacidad. A tal fin, deberán atenerse a lo dispuesto en el Real Decreto 366/2007, de 16 de marzo, por el que se establecen las condiciones de accesibilidad y no discriminación de las personas con discapacidad en sus relaciones con la Administración General del Estado.
En especial se deberá garantizar la accesibilidad de los entornos, la utilización de la lengua de signos y los medios de apoyo a la comunicación oral, el braille, la comunicación táctil o cualquier otro medio o sistema que permita a las personas con discapacidad participar plenamente del proceso.
Los medios electrónicos a los que se refiere el artículo 24 de esta Ley deberán atenerse a las condiciones de accesibilidad previstas en la Ley 34/2002, de 11 de julio, de servicios de la sociedad de la información y de comercio electrónico. 

Una prima traduzione in italiano potrebbe essere la seguente:
Quarta disposizione aggiuntiva. 
Pari opportunità per le persone con disabilità.
Le procedure di mediazione devono garantire la parità di opportunità per le persone con disabilità. 
A tal fine, devono essere conformi alle disposizioni del regio decreto 366/2007 del 16 marzo, che fissa le condizioni di accessibilità e non discriminazione delle persone con disabilità nelle loro relazioni con il governo centrale.
In particolare, essi devono garantire l'accessibilità degli ambienti, l'uso della lingua dei segni e mezzi di supporto per la comunicazione orale, Braille, comunicazione tattile o qualsiasi altro mezzo o sistema che permette alle persone con disabilità partecipano a pieno titolo processo.
I mezzi elettronici di cui all'articolo 24 della presente legge devono essere conformi alla accessibilità previsti dalla Legge 34/2002 del 11 luglio, i servizi della società dell'informazione e commercio elettronico.

mercoledì 13 giugno 2012

Rassegna bibliografica sulla famiglia e sul servizio sociale

Studiare la famiglia che cambia a cura di: Elisabetta Ruspini, Carocci 2012 
COLLANA: Studi Superiori (762) ISBN: 9788843062805 Pagine 320 Prezzo€ 27,00 
 Sociologia dell'educazione e delle relazioni familiari
Indice Prefazione di Antonio M. Chiesi Introduzione. Familia, familiae di Elisabetta Ruspini 
Parte prima Leggere il mutamento 1. I giovani e la famiglia di Alessandro Rosina 2. Formare una coppia di Alessandro Rosina e Elisabetta Ruspini 3. Diventare genitori: un viaggio tra i modelli di maternità e paternità di Maria Letizia Tanturri
4. Stabilità e instabilità coniugale: la rottura del matrimonio via separazioni legali e divorzi di Laura Arosio
5. Anziani in mutamento tra solidarietà ed emancipazione di Stefania Operto
6. Le città come laboratorio dei mutamenti familiari: il caso di Milano di Carla Facchini
Parte seconda - Studiare le famiglie. Questioni di metodo
7. Dilemmi e specificità nello studio delle famiglie e dei mutamenti familiari di Laura Arosio
8. Studiare le famiglie con dati già esistenti: fonti statistiche e contenuti informativi di Stefania Operto
9. Le indagini longitudinali sulle famiglie di Brunella Fiore
10. Interrogare le famiglie e i loro componenti: dai questionari alle interviste in profondità di Brunella Fiore
11. Osservare le famiglie e le dinamiche familiari: potenzialità, specificità, limiti della tecnica osservativa di Brunella Fiore
12. Analisi documentaria e famiglie. Dai documenti istituzionali a Internet di Laura Arosio


Le libere unioni in Italia, 
Matrimonio e nuove forme familiari

Carocci, 2012
ntroduzione
Parte prima
Le teorie sulle libere unioni e l’evoluzione del fenomeno
1. Le teorie sulle trasformazioni familiari
Dalla prima alla seconda transizione demografica/L’approccio al corso di vita/Le teorie sociologiche sulle trasformazioni familiari
2. Le teorie sulle convivenze
Vecchie e nuove forme di convivenza/Declino del matrimonio e diffusione delle convivenze/I motivi per convivere/La maggiore instabilità delle coppie conviventi/Caratteristiche dei conviventi/Le ricerche sulle convivenze in Italia
3. Le libere unioni in Europa e in Italia
Convivere in Europa/Le nascite fuori dal vincolo matrimoniale/Transizione all’età adulta e affermazione delle convivenze/I segnali di cambiamento: l’atteggiamento verso le libere unioni/L’andamento delle convivenze prematrimoniali dagli anni Novanta ad oggi/L’indagine multiscopo istat Famiglia e soggetti sociali/Convivenze prematrimoniali e postmatrimoniali
Parte seconda
La ricerca empirica sui conviventi
4. La scelta di convivere
Le caratteristiche degli intervistati/Obiettivi e metodo della ricerca/Andare a convivere
5. Sposarsi o continuare a convivere?
Il matrimonio: un’istituzione superata?/Continuare a convivere o sposarsi?/Le buone ragioni per non sposarsi/Le buone ragioni per sposarsi/Il rituale del matrimonio/Matrimonio e convivenza tra obblighi morali e giuridici e visione romantica/Le reazioni della famiglia d’origine/La divisione dei compiti familiari e domestici/La gestione del denaro
6. Una tipologia dei conviventi
Conclusioni
Appendice. Lista delle persone intervistate
Bibliografia


La famiglia in Italia
Sfide sociali e innovazioni nei servizivol. I: Aspetti demografici, sociali e legislativivol. II: Nuove best practices nei servizi alle famiglie
a cura di: Pierpaolo Donati
EDIZIONE: 2012
COLLANA: Collana dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia - Presidenza del Consiglio dei Ministri
ISBN: 9788843063062
VOLUME PRIMO
Aspetti demografici, sociali e legislativi
Presentazione di Andrea Riccardi
Introduzione di Pierpaolo Donati
1. Quali politiche familiari in Italia? Il piano nazionale e la proposta del family mainstreaming di Pierpaolo Donati
2. La legislazione sociale per la famiglia in Italia di Francesco Tomasone
3. I fenomeni demografici nel corso di vita familiare di Giulia Rivellini, Valeria Bordone e Livia Elisa Ortensi
4. Le previsioni demografiche delle famiglie di Gian Carlo Blangiardo, Elisa Barbiano di Belgiojoso e Paolo
Bonomi
5. Le famiglie immigrate di Giovanni Giulio Valtolina
6. Stime di povertà nelle famiglie italiane di Luca Pesenti e Gisella Accolla
7. Federalismo e welfare familiare di Luca Antonini
Bozza di Piano nazionale per la famiglia
VOLUME SECONDO


Nuove best practices nei servizi alle famiglie
1. Come rendere riflessiva la relazione tra famiglia e lavoro. Welfare aziendale, distretti familiari e audit famiglia-lavorodi Riccardo Prandini
2. Conciliazione famiglia e lavoro. Buone pratiche di welfare aziendale in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Marche di Sara Mazzucchelli
3. Welfare aziendale: buone pratiche di conciliazione famiglia-lavoro in Emilia-Romagna e Veneto di Elena Macchioni
4. Governance, innovazione e crisi nelle città medie: una lettura sulla dimensione locale delle politiche familiari a partire dal caso pesarese di Eduardo Barberis
5. Tra workfare e capacitazione: le semantiche della conciliazione famiglia-lavoro promosse tramite dispositivi e buoni di servizio di Luca Martignani
6. L’utilizzo dei congedi genitoriali in Italia di Annalisa De Pasquale
7. Famiglie fragili di Elisabetta Carrà
8. Famiglie e cura degli anziani non autosufficienti: alla ricerca di buone pratiche in tre aree territoriali di Donatella Bramanti
9. Servizi e interventi sociali per e con le famiglie lungo il ciclo di vita di Giovanna Rossi


Politiche sociali nella crisi Il caso Puglia a cura di: Guido Memo, Alessandro Lattarulo 
Carocci 2012 COLLANA: Studi Economici e Sociali Carocci (72) ISBN: 9788843063932 Pagine 328 Prezzo€ 32,00  - Sociologia politica e politiche sociali
 Indice Prefazione. Il welfare in pericolo di Ugo Ascoli 1. Crisi e welfare 2. Welfare e giovani 3. Welfare e Sud 4. Eil welfare locale? 5. Il caso Puglia
Parte prima Ricerca 
1. Introduzione. Qualcosa di nuovo dal Mezzogiorno diAlessandro Lattarulo, Guido Memo
Premessa/Peculiarità politiche e culturali della Puglia/Da Sud, sussidiariamente/ “Caso” Puglia?/Piani sociali di zona: spunti e questioni aperte/Le crisi economica e dell’Unione Europea/Politiche sociali nella crisi e chiosa finale sulla Puglia
2. La concertazione nei Piani sociali di zona 2010-12. Indagine su 11 Ambiti territoriali pugliesi di Cristina Di Modugno,Alessandro Lattarulo, Marina Pietroforte
Introduzione/Terzo Settore e politiche di welfare/Il processo di concertazione/ I risultati della concertazione/Considerazioni conclusive
Parte seconda
Riflessioni di contesto
14. Welfare e Terzo Settore. Il futuro del volontariato di Giorgio Marcello
Introduzione/ La sussidiarizzazione delle politiche sociali. Il contributo del TS/ La metamorfosi del volontariato moderno/Le caratteristiche dell’associazionismo volontario meridionale alla luce di alcune recenti ricerche empiriche/Conclusioni. È possibile ipotizzare un recupero della dimensione politica e della prassi del radicamento sociale?
15. Concertazione, programmazione e valutazione nelle politiche sociali della Regione Puglia di Piero D’Argento
Introduzione/La legislazione regionale e la sua attuazione/La programmazione regionale/Il monitoraggio e la valutazione/Conclusioni
16. Le politiche a sostegno della creatività della Regione Puglia di Mariadele Di Fabbio
Introduzione/Le politiche giovanili: attivazione e partecipazione come motore dello sviluppo socio-economico/Conclusioni
17. Volontariato in Puglia: cresce il “ruolo politico” di Luigi Russo
La realtà del volontariato in Italia/La ricerca csv Puglia Net-Regione Puglia/Il trend del volontariato pugliese/Volontariato e Terzo Settore: le sfide per costruire il futuro
18. Quale ruolo per il Terzo Settore? di Daniele Ferrocino
Bibliografia


Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali - Nuova edizione interamente riveduta Strutture, trasformazioni, legislazione EDIZIONE: 2001 RISTAMPA: 7^, 2011 CAROCCI EDITORE

Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia La qualità nei servizi socio-sanitari Processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA EDIZIONE: 2002 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale ISBN: 9788874660056 Pagine 200 Prezzo€ 20,30

Famiglie e servizi sociali Nuove strade per l'intervento a cura di: Beatrice Rovai EDIZIONE: 2005 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale ISBN: 9788874662265 Pagine 168 Prezzo€ 17,00 
Introduzione, di Beatrice Rovai. Parte prima. La dimensione sociologica e psicologica della famiglia 1 Famiglia e realtà sociale: evoluzione e prospettive, di Beatrice Rovai 1.1. Che cosa si intende per famiglia 1.2. Le funzioni della famiglia 1.3. Famiglia e capitale sociale In sintesi/ Quesiti al lettore 2 La famiglia nella società contemporanea, di Beatrice Rovai 2.1. La trasformazione della famiglia nella storia 2.2. La famiglia oggi 2.2.1. Le trasformazioni sociodemografiche 2.2.2. Il cambiamento del ruolo della donna nella società 2.2.4. Le diverse forme della famiglia 2.2.3. Mutamento dell’ampiezza media delle famiglie 2.3. Nuove famiglie e nuove modalità relazionali 2.4. Conclusioni / In sintesi/ Quesiti al lettore/ 3 Aspetti e funzioni psicologiche della famiglia, di Beatrice Rovai 3.1. Il sistema famiglia e il suo ciclo vitale 3.2. La funzione psicologica della famiglia: l’influenza del sistema familiare sull´individuo 3.3. Conclusioni/ In sintesi / Quesiti al lettore / Parte seconda. La famiglia come soggetto verso un welfare solidale 4 La famiglia come soggetto giuridico nei servizi sociali, di Annalisa Gualdani 4.1. La famiglia e il diritto 4.2. Valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari nella legge 328/2000 4.3. La famiglia con anziani non autosufficienti / In sintesi / Quesiti al lettore 5 Le politiche per la famiglia, di Maria Dal Pra Ponticelli 5.1. Tipologie di politica familiare 5.2. Evoluzione delle politiche familiari in Italia 5.3. Orientamenti della politica familiare 5.4. Conclusioni / In sintesi/ Quesiti al lettore 6 Le azioni socioassistenziali rivolte alla famiglia, di Cristina Rossetti 6.1. Breve storia 6.2. La situazione attuale 6.3. Le azioni possibili 6.4. Alcuni interventi 6.5 Alcune riflessioni / In sintesi/ Quesiti al lettore 7 Il sistema dei servizi di welfare per la famiglia in Italia oggi, di Cristina Rossetti 7.1. Tipologia di famiglie 7.2 Modelli operativi 7.3. La mappa degli interventi e dei servizi / In sintesi / Quesiti al lettore 8 Cura della famiglia e operatori di cura nel welfare postmoderno, di Anna Maria Zilianti 8.1. Gli operatori di cura: questi sconosciuti 8.2. Operatori dell´aiuto e normalità 8.3 Empowerment familiare come strategia di welfare 8.4. La famiglia che si prende cura 8.5. Servizio sociale e famiglie: un’alleanza cooperativa / In sintesi / Quesiti al lettore.


lunedì 11 giugno 2012

Il segreto del parto a seguito del mancato riconoscimento da parte della madre


Un tema che ritengo scottante è quello relativo al segreto del parto a favore delle madri che non intendano riconoscere i loro figli.

Oggi alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, in sede referente sono in esame le norme riguardanti interventi in favore delle gestanti e delle madri volti a garantire il segreto del parto alle donne che non intendono riconoscere i loro nati (seguito esame C. 3303 Lucà e C. 1266 Consiglio regionale Piemonte – rel Palumbo).

L'iniziativa di legge è stata promossa da: http://www.camera.it/126?pdl=3303 il cui testo si può leggere in pdf a partire dalla schermata principale: http://www.camera.it/126?tab=1&leg=16&idDocumento=3303&sede=&tipo=
Sono interessanti le analisi del servizio studi della Camera inerenti l'assistenza alla nascita e alla tutela della salute del neonato oltre agli interventi a favore delle gestanti e delle madri per garantire il segreto di cui sopra.

Ci interessa in questa sede, in particolare la proposta di legge  A.C 1513 e l'articolo 16 che rimette alle regioni e alle province autonome la garanzia degli interventi socio-assistenziali nei confronti delle gestanti che necessitano di specifici sostegni in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati e al segreto del parto.
Presentano un contenuto simile le proposte di legge A.C 3303 e A.C. 1266 che stabiliscono norme ed interventi in favore delle gestanti e delle madri per garantire il segreto del parto alle donne che non intendono riconoscere i loro nati. Esse rimettono alle regioni e alle province autonome il compito di garantire gli interventi socio-assistenziali - nonché quelli per la continuità assistenziale e per il reinserimento sociale - alle gestanti presenti sul proprio territorio. Tali interventi vengono qualificati come livelli essenziali di assistenza ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lett. m).
La vigente normativa consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’Ospedale dove è nato (DPR 396/2000, art. 30) affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica. Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”. L’effettività del segreto così disciplinato è garantito da altre norme. In particolare, l’articolo 93 del Codice per la protezione dei dati personali (D.lgs196/2003 prevede, nel caso in cui sia stata fatta la dichiarazione di non menzione, per il rilascio del certificato di assistenza al parto o della cartella clinica, particolari cautele volte a impedire che la madre possa essere identificata. Lo stesso articolo 93 protegge temporalmente il diritto della madre al segreto sulle proprie generalità fino a cento anni dalla formazione del certificato di assistenza al parto.
L’immediata segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni della situazione di abbandono del neonato non riconosciuto, permette l’apertura di un procedimento di adottabilità e la sollecita individuazione di un’idonea coppia adottante. Il neonato vede così garantito il diritto a crescere ed essere educato in famiglia e assume lo status di figlio legittimo dei genitori che lo hanno adottato.
Nella segnalazione e in ogni successiva comunicazione all’autorità giudiziaria devono essere omessi elementi identificativi della madre.La madre che ha particolari e gravi motivi che le impediscono di formalizzare il riconoscimento, può chiedere al Tribunale per i Minorenni presso il quale è aperta la procedura per la dichiarazione di adottabilità del neonato, un periodo di tempo per provvedere al riconoscimento.
In questi casi la sospensione della procedura di adottabilità può essere concessa per un periodo massimo di due mesi, nel quali la madre deve mantenere con continuità il rapporto con il bambino.
Il riconoscimento può essere fatto dal genitore che abbia compiuto 16 anni. Nel caso di madre non ancora sedicenne, impossibilitata quindi al riconoscimento, ma che voglia occuparsi del figlio, la procedura di adottabilità è sospesa anche d’ufficio sino al compimento del 16° anno, purché il minore, adeguatamente accudito, abbia un rapporto continuativocon la madre (artt. 8 e ss. della legge n. 184/1983).

Obbiettivo di entrambi i progetti di legge è quello di assicurare un’idonea assistenza alla donna in difficoltà, offrendo alla gestante la possibilità di riflettere, verificare e decidere con serenità e autonomia e con le opportune informazioni circa gli aiuti che possono esserle offerti in merito al riconoscimento o meno del nuovo nato.
nfatti la donna ha diritto a non essere lasciata sola né prima, né durante né dopo il parto e spesso l’intervento assistenziale di supporto è necessario oltre che per le gestanti anche per le madri coniugate con situazioni personali e familiari difficili.
La proposta di legge A.C. 3303 si compone di un unico articolo.
Essa rimette alle regioni e province autonome, in attuazione delle disposizioni di cui al comma 5 dell’articolo 8 della legge 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) il compito di assicurare l’informazione, la consulenza e le prestazioni socio-assistenziali diurne e residenziali occorrenti alle gestanti e alle madri che necessitano di un sostegno specifico in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati e alla garanzia della segretezza del parto.

Il comma 5 del citato articolo 8, rimette alla legge regionale la disciplina del trasferimento ai comuni o agli enti locali delle funzioni in materia di assistenza degli illegittimi, abbandonati o esposti all'abbandono ( di cui al regio decreto-legge 8 maggio 1927, n. 798, convertito dalla legge 6 dicembre 1928, n. 2838), e in materia sanitaria e socio-assistenziale (di cui al decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 marzo 1993, n. 67). Con la medesima legge le regioni disciplinano il trasferimento ai comuni e agli enti locali delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali per assicurare la copertura degli oneri derivanti dall'esercizio delle funzioni sociali trasferite utilizzate alla data di entrata in vigore della presente legge per l'esercizio delle funzioni stesse.

La promozione dei citati interventi, qualificati come livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione, è affidata agli enti locali titolari delle funzioni socio-assistenziali di cui alla legge 328/2000, secondo le modalità stabilite dalle leggi delle regioni e delle province autonome; essi riguardano anche la garanzia alle partorienti e ai loro nati della continuità socio-assistenziale e del sostegno del loro reinserimento sociale. Se effettuati in favore dei neonati non riconosciuti sono garantiti fino all’adozione definitiva.
Gli interventi sono erogati, senza formalità, su semplice richiesta delle donne interessate indipendentemente dalla loro nazionalità e residenza anagrafica.
Analogo contenuto presenta la proposta di legge A.C. 1266, di iniziativa del Consiglio regionale del Piemonte.
Come evidenziato nella relazione illustrativa alla proposta di legge, la regione Piemonte ha già disciplinato la materia con propri provvedimenti legislativi e amministrativi; appare tuttavia necessario garantire queste prestazioni su tutto il territorio nazionale.
Anche la proposta di legge in esame - composta da un unico articolo - rimette alle regioni e alle province autonome di garantire gli interventi socio-assistenziali - nonché quelli per la continuità assistenziale e per il reinserimento sociale -alle gestanti presenti sul proprio territorio che necessitano di specifici sostegni in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati ed al segreto del parto; tali interventi vengono qualificati come livelli essenziali di assistenza. L’individuazione degli enti locali titolari degli interventi e delle modalità di esercizio degli stessi è poi rimessa alle leggi regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
Le proposte di legge intervengono a stabilire alcuni principi in tema di interventi in favore delle gestanti e delle madri che necessitano di un sostegno specifico in ordine al riconoscimento o meno dei loro nati e alla garanzia della segretezza del parto, qualificandoli come livello essenziale delle prestazioni.
La materia trattata rientra, pertanto, nella potestà legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione.

In dottrina:
Prospettive assistenziali, n. 141, gennaio-marzo 2003
IL DIRITTO ALLA SEGRETEZZA DEL PARTO: ASPETTI SOCIALI E SANITARI
MARISA PERSIANI 


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Rassegna su odontoiatri ed odontotecnici

Giovedì 24 maggio 2012 nell’ambito del congresso Amici di Brugg CNA SNO ha affrontato il tema dell’aggregazione d’impresa. Lo ha fatto descrivendo le opportunità offerte dalla normativa e presentando esperienze nel settore odontotecnico.

Ciò significa che le imprese vi trovano uno strumento per affrontare innovazione, internazionalizzazione e accesso al credito, temi da sempre complessi per le micro e piccole imprese.
 una classificazione suggestiva delle tipologie di reti esistenti: reti del sapere: per condividere know how ed informazioni; reti del fare: per creare collaborazioni stabili tramite integrazioni di filiera o orizzontali; reti del fare assieme: per ripartire oneri di investimenti, aumentare il potere contrattuale, tutelare prodotti e servizi e fare assieme quello che non si riesce a fare da soli.
Di seguito il quadro degli sviluppi.
Esperienza del Q.E.T. consorzio di imprese odontotecniche nato otto anni fa col fine di portare nelle aziende la qualità intesa a 360 gradi (prodotto, gestione, organizzazione).
Il contratto di rete che ha dato vita a Dental Hi Tech Net che oggi ha stipulato accordi con fornitori, impostato dialoghi con grossi gruppi e da borse di studio a universitari.
Il progetto in ATI che coinvolge laboratori odontotecnici, studi medici e industrie dentali, una rete, in senso verticale, di filiera con il fine di intercettare le fasce di popolazione più benestanti del pianeta per attrarle in centri dentali italiani realizzati in Italia o all’estero. 
Nello scritto viene introdotto il contratto di Rete (introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 3 comma 4-ter della legge del 9 aprile 2009 n.33, oggi integralmente sostituito dall’art. 42 della Legge 122 del 30 luglio 2010 (Manovra finanziaria correttiva 2010) costituisce una nuova possibile modalità di aggregazione che si aggiunge alle tipologie già esistenti per costituire “reti di imprese”. 

Iscrizioni albo non in regola

Sassari, lì 06.05.2012
L’Associazione Italiana Odontoiatri, da sempre vigile sulla corretta applicazione delle  norme in merito alla legittimità dell’esercizio professionale
esprime il proprio disappunto e preoccupazione
alla luce delle notizie relative all’avvenuta iscrizione all’Albo Odontoiatri – da parte di alcuni Ordini professionali – di laureati in Medicina e Chirurgia non legittimati  all’esercizio della professione di Odontoiatra.  A questo proposito nel chiedere una rapida revisione degli albi professionali – onde garantire l’assoluto rispetto della normativa vigente – e nel respingere sin da ora ipotesi di inaccettabili sanatorie, AIO  si è attivata nelle competenti sedi per verificare le dimensioni del fenomeno e ottenere  il ripristino della legalità.

http://www.aio.it/  Associazione italiana odontoiatri


http://www.aooi.it/ AOOI
Associazione Otorinolaringoiatri Ospedalieri Italiani



Incarico di medico competente  
http://www.ordinemedicisalerno.it/dettaglio_news.asp?id_news=693&direction=


Nuovo apprendistato. Cosa cambierà  
di Linda Gilli, presidente ed A.D. di Inaz
www.ildentale.it


Odontotecnici: crisi strutturale
Odontotecnici: crisi strutturale prima che economica. Inseguendo il profilo si trovano ancora, da artigiani, a fare i conti con Ia crisi, la probabile estinzione del ...
www.key-stone.it/press_adv_pdf/IDJ_2012_6_Mac.pdf

Il dentista moderno